Allevamento visoni, tweetstorm delle associazioni animaliste: “Il ministro Speranza chiuda le strutture”

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Le associazioni animaliste sono tornare a farsi sentire per chiedere nuovamente la chiusura immediata degli allevamenti di visoni.

Per far riaccendere i riflettori su questo argomento, le associazioni hanno optato per un tweetstorm, ovvero una tempesta di tweet sul famoso social dei “cinguettii” con tanto di hashtag #VisoniLiberi e #EmergenzaVisoni.

Le attività degli allevamenti di visoni sono temporaneamente sospese in Italia, ma l’ordinanza del Ministero della Salute sta per scadere: il termine ultimo, come ricorda proprio Essere Animali, è previsto per il 28 febbraio.

Ci sono ancora delle strutture da chiudere nel nostro Paese, ed è per questo che le associazioni animaliste hanno scelto la strada del tweetstorm per chiedere al Ministro della Salute, Roberto Speranza (che potrebbe essere confermato anche nel governo Draghi, ndr), di agire immediatamente e dire basta agli allevamenti di visoni.

In uno dei dieci tweet “preconfezionati” da Essere Animali, viene anche specificato che gli allevamenti di visoni “sono crudeli per gli animali” e rappresentano anche “pericolosi focolai di coronavirus”. 

Lo scorso dicembre abbattuti 28.000 esemplari a Capralba

In un altro tweet, le associazioni animaliste ribadiscono come “dare agli allevatori la possibilità di far nascere 60.000 visoni” non può che essere considerata “una decisione scellerata”.

Già nei mesi scorsi il presidente di Essere Animali, Simone Montuschi, aveva messo in evidenza come all’interno degli allevamenti italiani questi animali vengano maltrattati e “costretti a vivere in gabbie piccolissime”, sviluppando inevitabilmente “comportamenti aggressivi e autolesionistici”.

“Oggi, con il Covid, la situazione è ancora più pericolosa – afferma Montuschi – e per questo chiediamo al Governo di intervenire e di bloccare per sempre gli allevamenti intensivi”.

Lo scorso dicembre aveva suscitato profonda indignazione l’abbattimento di 28.000 esemplari nell’allevamento di Capralba, n provincia di Cremona, dopo aver scoperto che tre visoni erano risultati positivi al coronavirus. Una mattanza che secondo Essere Animali è avvenuta anche negli altri sette allevamenti ancora attivi in Italia.

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