L’ISIS sta tornando, reclutati migliaia di combattenti. L’esperto di terrorismo lancia l’allarme

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L’ISIS avrebbe creato una nuova cellula d’élite di jihadisti per pianificare e mettere a segno attacchi terroristici in occidente. 

E’ quanto rivela David Otto, esperto di antiterrorismo e criminalità organizzata presso la Global Risk International, che in un’intervista rilasciata al Daily Star Online ha sottolineato come lo Stato Islamico abbia “sfruttato” la pandemia di Covid-19 per attirare nuove reclute.

L’alleanza tra le forze curde e gli USA aveva portato alla distruzione del Califfato alla fine del 2017, ma negli ultimi anni sembra che l’ISIS sia riuscita a ricostituirsi. D’altronde, già lo scorso anno le Nazioni Unite avevano lanciato un allarme sul ritorno dello Stato Islamico, dopo aver riscontrato alcune vittorie dei jihadisti in Iraq e in Siria, realizzate anche grazie a vaste riserve di liquidità.

Il nuovo leader Amir Mohammed Abdul Rahman al-Mawli al-Salbi ha portato avanti una campagna di reclutamento di massa, tanto che oggi l’ISIS potrebbe disporre di un numero di combattenti che oscillerebbe tra i 7.000 e i 10.000. Per l’esperto di terrorismo si tratterebbe di una cifra possibile.

David Otto ha parlato anche della nuova strategia del gruppo terroristico per evitare omicidi come quello di Abu Bakr al-Baghdadi. L’ISIS, secondo l’esperto, starebbe lavorando in silenzio, senza comunicare quasi nulla all’esterno.

“Cercano di proteggere il leader, non comunicano nulla all’esterno”

“Stanno prendendo contatti internamente, è una strategia di comunicazione in cui le informazioni vengono passate o consegnate alla struttura di leadership interna dell’ISIS – spiega l’esperto – Si cerca di proteggere il leader per non farlo diventare un obiettivo”.

“C’è una chiara linea di successione ogni volta che un leader jihadista viene ucciso, indipendentemente dal dipartimento in cui opera – che si tratti di operazioni, logistica, rifornimenti o forse propaganda – sarà sostituito da qualcun altro”, aggiunge poi David Otto.

A gennaio, l’Isis ha rivendicato un doppio attentato suicida nella capitale irachena Baghdad, che ha provocato la morte di almeno 32 persone. Lo scorso novembre, estremisti islamici legati al gruppo hanno decapitato più di 50 persone in Mozambico dopo aver trasformato un campo da calcio in un “campo di esecuzione”.

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