Richiedenti asilo rimandati a casa: in Scandinavia il primo paese europeo a farlo

Il governo danese ha deciso di rimandare in Siria 94 richiedenti asilo, sostenendo che adesso non ci sono più rischi per la loro incolumità.

Durante tutti gli anni di guerra civile in Siria, sono stati numerosi i cittadini siriani a richiedere asilo politico nei vari Paesi europei. Data la grave situazione d’emergenza in cui versava il Paese mediorientale, nessuno ha potuto contestare le ragioni di quella richiesta e i cittadini siriani sono stati integrati nel tessuto sociale e salvaguardati dal pericolo rappresentato dalla permanenza nella loro terra natia. Tra le Nazioni che hanno accolto i richiedenti asilo siriani, c’è stata anche la Danimarca.

Tutt’ora nel Paese scandinavo ci sono tanti cittadini siriani, alcuni dei quali però verranno presto rimandati in Siria. A comunicato è stato il governo danese, in una nota in cui ha spiegato che le motivazioni che rendevano necessario l’asilo politico oggi sarebbero cessate: “Un richiedente asilo perdere il suo status legale una volta che le condizioni di rischio che gli impedivano di tornare cessano”. A queste 94 persone è stata revocata la residenza e presto rientreranno nella loro terra natia.

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Richiedenti asilo rimandati in Siria: scelta contestata anche in Danimarca

La dura decisione presa dal governo scandinavo è stata ampiamente e apertamente criticata da associazioni culturali ed enti in difesa dei diritti umani. A protestare è stato anche il Ministro dell’Integrazione Mattias Tesfaye, il quale ha sottolineato come queste persone avevano cominciato ad integrarsi nel tessuto sociale danese, avevano imparato la lingua e cominciato a svolgere lavori stabili. Il ministro fa inoltre presente che rimandare queste persone nel loro Paese, sotto quello stesso regime dal quale erano fuggiti.

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Le critiche contro la decisione del governo abbondano anche sul web, dove gli utenti pubblicano su Twitter e gli altri social, le foto e le storie dei cittadini siriani a cui è stata revocata la residenza. In aggiunta alcuni utenti hanno raccontato la storia di Akram Bathiesh, un uomo colpito da un infarto subito dopo aver ricevuto la notifica della revoca della cittadinanza.

 

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