Nasce senza braccio e con la mano palmata ma per mamma Rosie: “Mio figlio è perfetto”

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Nasce senza braccio e con una mano palmata, ma la mamma orgogliosa dice che si tratta di un figlio perfetto.

È accaduto in Gran Bretagna dove – racconta il Daily Star – il piccolo è stato partorito da una donna di 29 anni che già nella fase di gestazione aveva saputo delle problematiche a cui sarebbe andato incontro il nascituro che era affetto dalla sindrome da banda amniotica: una condizione relativamente rara in cui i tessuti fetali vengono incarcerati in membrane amniotiche, determinando deformazioni, malformazioni ed amputazioni.

La giovane mamma lo ha saputo alla 20esima settimana di gravidanza ma non si è persa d’animo e ha deciso di non interrompere la gravidanza.

La mamma coraggio: “Mio figlio è perfetto”

Quando a Rosie Higgs è stato comunicato che suo figlio sarebbe nato con diverse malformazioni dovute alla sindrome della banda amniotica, dove i fili nell’utero intrappolano gli arti di un bambino e inibiscono la corretta crescita, la donna non ha avuto assolutamente dubbi. Nonostante la pressione operata dai familiari che l’hanno anche consigliata a porre fine alla gravidanza, la 29enne ha deciso il contrario. Rosie infatti spiega: “I dottori e i miei familiari mi hanno avvertito che mio figlio avrebbe potuto avere una vita difficile e piena di limiti, ma non ho ascoltato. Anche se Henry non ha tutte le sue membra, sono più che sicura che avrà una vita fantastica e senza ostacoli”. Una mamma coraggio che aggiunge: “Henry, ora ha 11 mesi, è davvero perfetto“.

Quando Rosie ha portato a casa il bambino, la sorella Alice (13 anni) e il fratello Michael (7 anni) non hanno battuto ciglio e non hanno neanche badato alle sue differenze fisiche. E oggi Henry adora giocare con suo fratello e sua sorella maggiori.

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La sindrome da banda amniotica: di cosa si tratta

Il piccolo Henry è affetto da una rara sindrome che è conosciuta come da banda amniotica. Do cosa si tratta? Bisogna spulciare nel bollettino della Clinica Pediatrica dell’Università degli Studi di Pavia per andare nel dettaglio a rispondere a questa domanda: “L’esame ecografico consente di individuare in epoca prenatale la sindrome da costrizione amniotica mediante la visualizzazione delle bande amniotiche adese alla superficie fetale. Il trattamento deve essere individualizzato e va da interventi di tipo cosmetico ad interventi di liberazione in urgenza degli arti dallo strozzamento da parte della briglia”. Infatti gli arti del neonato, così come successo con il piccolo Henry in Gran Bretagna, rimangono ostruiti e non hanno modo di svilupparsi. Nonostante tutto però la mamma coraggio Rosie non ha desistito e ha voluto regalare un futuro al piccolo Henry che è pronto ad affrontare la vita a petto in fuori avendo alle spalle una donna che non lo farà mai sentire diverso dagli altri perché “mio figlio è perfetto”, ripete.

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