Beppe Grillo è una furia: “Mio figlio non è uno stupratore…Arrestate me”

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Beppe Grillo risponde in un video a coloro che considerano il figlio uno stupratore e si dice disposto ad andare in carcere al suo posto.

Sono passati quasi due anni da quando una ragazza italo-svedese ha presentato denuncia di stupro ai danni di Ciro Grillo, figlio di Beppe, e altri tre ragazzi. La giovane ha trovato il coraggio di sporgere denuncia una volta tornata a Milano con la famiglia, otto giorni dopo l’accadimento. Da quel momento in poi è stata avviata un’indagine e sono emersi diversi particolari della serata. Beppe Grillo, in questo tempo non si era mai esposto pubblicamente, preferendo non interferire con il corso della giustizia e non aggiungere ulteriore visibilità al caso con le sue parole.

Oggi, però, il comico genovese si è esposto per la prima volta in modo netto, prendendo le difese del figlio e contestando le accuse mosse dalla ragazza. Nel video, pubblicato sui suoi canali social, Grillo urla: “Perché non li avete arrestati subito? Ce li avrei portati io in galera, a calci nel culo. Perché vi siete resi conto che non è vero niente, non c’è stato alcuno stupro. Una persona che viene stuprata la mattina, al pomeriggio va in kitesurf e dopo otto giorni fa la denuncia… Vi è sembrato strano. Bene, è strano”.

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Beppe Grillo furioso: “Arrestate me”

Stanco sia della vicenda che del clamore mediatico suscitato, Beppe Grillo risponde a tutti coloro che non credono all’innocenza di suo figlio e degli altri ragazzi. Il leader carismatico del Movimento 5 Stelle afferma che non è una sua opinione che il figlio non abbia commesso ciò di cui è accusato, ma che la sua innocenza emerge chiaramente da un video di quella serata: “C’è un video, passaggio per passaggio, e si vede che c’è la consensualità: un gruppo che ride, ragazzi di 19 anni che si stanno divertendo, che sono in mutande e saltellano col pisello così perché sono quattro coglioni, non quattro stupratori”.

La sfuriata di Grillo è legata al fatto che il figlio è finito nuovamente su tutti i giornali italiani. I quattro accusati, infatti, sono stati interrogati qualche giorno fa al commissariato di Tempio Pausania. Durante l’interrogatorio tutti hanno confermato che si è trattato di un rapporto consensuale, ma gli inquirenti ritengono invece che ci sia stata violenza. Secondo quanto emerso dagli atti e riportato da Repubblica, la ragazza “Sarebbe stata afferrata per i capelli per bere mezzo litro di vodka e costretta ad avere rapporti di gruppo”.

Il video e le parole di Beppe Grillo sono stati duramente condannati sul web, dove viene accusato di sessismo e di maschilismo, specie per la frase sul ritardo della denuncia. A contestarlo è stata anche Maria Elena Boschi in un video in cui spiega perché dovrebbe vergognarsi: “Che utilizzi il suo potere mediatico per fare assolvere il figlio è vergognoso. Le sue parole sono piene di maschilismo. Quando dice  che la ragazza che ha denunciato il figlio è sostanzialmente una bugiarda perché ci ha messo 8 giorni a denunciare, fa un torto a tutte le donne vittime di violenza”.

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