Ponte sullo Stretto, il sì è l’ultima capriola dei 5 Stelle: la storia infinita del progetto

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Adesso anche il Movimento 5 Stelle vuole costruire il Ponte sullo Stretto, la capriola dei pentastellati è solo l’ultimo capitolo di una storia infinita.

Si torna a parlare del Ponte sullo Stretto, quello che collegherebbe la Sicilia alla Calabria e che permetterebbe trasferimenti più agevoli dall’Isola al continente e che aumenterebbe anche la velocità dei trasporti da e verso il punto più a sud dell’Italia. La proposta è stata avanzata da Italia Viva e accettata dal Ministro Giovannini, il PD sarebbe favorevole e nelle prossime ore anche il Movimento 5 Stelle potrebbe esprimersi a favore.

I pentastellati, infatti, discuteranno dell’infrastruttura in un’assemblea congiunta che avrà luogo in Senato alle ore 20.45 di oggi. A far storcere il naso ai più e specialmente ai siciliani non è solo la memoria storica (visto che il Ponte sullo Stretto è stato argomento delle campagne elettorali sin dalla costituzione della Repubblica), ma anche quella recente, visto che il Movimento 5 Stelle è stato sempre contrario all’opera ed ha sempre sottolineato come alla Sicilia servano le autostrade, le ferrovie e altre infrastrutture per collegare meglio un punto dell’isola all’altro.

Uno dei più convinti assertori di queste necessità superiori era Giancarlo Cancellieri, il quale parteciperà insieme agli altri senatori all’assemblea. Nel 2018 fu proprio cancellieri che pubblicò un video contro Berlusconi sulla questione. Il leader di Forza Italia aveva detto che il Ponte era la prima necessità della Sicilia e lui invece invitava i siciliani a non credere a queste false promesse: “Le priorità della Sicilia sono altre, la Sicilia non ha bisogno di promesse elettorali fatte da politici bolliti e incandidabili”.

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Ponte sullo stretto la storia infinita dell’infrastruttura mai realizzata

Ci permetteranno Italia Viva, il PD e l’M5S, ma l’ipotesi che il Ponte sullo Stretto venga effettivamente costruito è qualcosa a cui difficilmente si riesce a credere ormai. Le origini di questo progetto risalgono addirittura all’epoca dei Romani. Plinio il Vecchio narra che nel 251 a.C. il console Lucio Cecilio Metello volle costruire un ponte di barche in legno che permettesse il trasporto di 140 elefanti da guerra presi ai Cartaginesi. Non vi è certezza che l’opera venne compiuta.

Nei secoli successivi furono tanti i regnanti che pensarono alla costruzione di un ponte che collegasse la Sicilia al continente, tra questi anche Carlo Magno e Roberto il Guiscardo, ma le difficoltà oggettive dell’opera, all’epoca, costrinsero i regnanti a desistere. Dovette desistere anche Ferdinando II di Borbone. Questo, in realtà, aveva avuto rassicurazioni sulla fattibilità del progetto ma rinunciò per il costo eccessivo dell’opera. Il progetto venne discusso nuovamente poco dopo l’unità d’Italia.

Nel 1866 si cominciò a discutere del progetto: venne proposto un ponte sottomarino nel 1870 e uno a cinque campate sospeso nel 1876, ma per un motivo o per un altro i progetti non vennero mai nemmeno iniziati. Il terremoto di Messina del 1908 fece desistere dalla progettazione per anni, nel 1921 venne ripresa l’idea del ponte sotterraneo nel 1936 quella di un ponte sospeso, poi arrivò il secondo conflitto mondiale e l’idea venne nuovamente accantonata.

Arriviamo dunque all’epoca repubblicana, il primo progetto venne richiesto nel 1952. Lo mise a punto l’ACAI e venne affidato nel 1955 ad un’azienda di costruzioni del Politecnico di Milano. Nel 1969 venne addirittura aperto un concorso internazionale per accogliere proposte ingegneristiche valide. Ne vennero presentate molte, ma anche in questo caso i discorsi rimasero solo teorici. La discussione sul ponte è stata ripresentata praticamente ogni decennio e negli ultimi 20-30 anni ad ogni campagna elettorale.

 

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