M5S, Di Battista torna all’attacco tra ipotesi partito personale e ipotesi ritorno (ad una sola condizione)

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Un sorridente Di Battista

Alessandro Di Battista ha rilasciato un’intervista al “Corriere della Sera“, dove si è espresso in merito al Movimento 5 Stelle, alle battaglie portate avanti finora e alla possibilità di poter rientrare nel Movimento. Come sappiamo Di Battista è uscito dal Movimento 5 Stelle a febbraio di quest’anno, quando è risultato essere disiscritto del tutto dal Movimento, e in quanto tale non risultava essere più iscritto nemmeno alla piattaforma Rousseau.

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Insomma il Dibba sembra che abbia tagliato i ponti con Movimento e movimentisti, tanto che nelle risposte davvero stringate rilasciate al “Corriere” ha detto che essendo uscito dal Movimento “non do consigli a chi è dentro“. Prima di lasciare i 5 Stelle Di Battista si era comunque sempre espresso in maniera critica nei confronti dell’operato parlamentare dei suoi, non senza suscitare attriti e polemiche.

E da quando ha deciso di disiscriversi da attivista le sue idee in merito non sono affatto cambiate, tanto che dalla stessa intervista risulta proprio che la sua posizione si sia persino indurita: “Se non torna a fare battaglie politiche rischia solo di trasformarsi in un partito di potere“.

Alessandro Di Battista è chiaro: “Tornerei nel Movimento solo se uscissero dal governo”

Di Battista si è espresso anche sulla figura di Giuseppe Conte, che dice di aver conosciuto e di aver stimato molto soprattutto nell’aiuto alle famiglie dato durante la pandemia, cosa “che non vedo con il governo Draghi“. Ma l’ex-movimentista non risparmia una frecciata neanche in questo caso: “Gli ho chiesto più volte maggior coraggio sulla revoca delle concessioni ai Benetton“.

Infine sempre dalle colonne del giornale milanese si è espresso circa la possibilità di fondare un suo partito oppure di rientrare nel Movimento. Sulla prima ipotesi dice che ci sta ancora pensando, mentre relativamente alla possibilità di tornare nel Movimento è chiaro e diretto: “Mi siederei al tavolo solo se uscissero dal governo“.

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