Si rompe una tubatura e vengono investiti dai gas tossici: morti due operai

Sono due gli operai morti in seguito alla rottura di una tubatura all’interno di una ditta di Villanterio, in provincia di Pavia. 

I vapori fuoriusciti dalla tubatura rotta hanno investito i due lavoratori, causandone il decesso. Come riporta Fanpage, i soccorsi sarebbero stati tempestivi, ma purtroppo per i due operai ogni tentativo si è rivelato vano.

La bolla di gas sprigionata dalla tubatura era caratterizzata da vapori altamente tossici. La ditta “Digima” è specializzata nella raccolta e nella lavorazione dei sottoprodotti della macellazione. Il proprietario dell’azienda è Maurizio Dinosio, 54 anni, che guida la ditta assieme alla sorella.

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Stando alle prime indagini, l’azienda avrebbe ricevuto di recente i contributi per ottimizzare gli impianti e ammodernarli (35.000 euro, ndr), ma ad una prima analisi sembra che le macchine risalgano addirittura agli anni ’90.

I due lavoratori rimasti uccisi sono Alessandro Brigo, di Copiano, che avrebbe compiuto 50 anni proprio ieri, e Andrea Lusini, 51 anni. La cappa interna alla vasca non avrebbe aspirato il gas velenoso, che sarebbe stato invece respirato dai due operai.

Si indaga per capire se erano obbligatorie le maschere protettive

Stando alle ricostruzioni riportate da “La Repubblica”, Alessandro Brigo avrebbe tentato di liberare una pompa che si era occlusa, ma proprio durante questa manovra sarebbe stato investito da una zaffata di idrogeno solforato, che gli ha provocato un’asfissia letale.

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Andrea Lusini, che si trovava accanto al collega, scende dalla scala e prova ad avvisare il titolare dell’azienda, ma perde i sensi.

I due operai non indossavano maschere a gas o respiratori: le indagini serviranno ad accertare se invece erano obbligatorie, e se si è trattata di una negligenza dei lavoratori o di mancata fornitura da parte dell’azienda.

 

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