Giustiziato in pubblica piazza: ucciso a colpi di kalashnikov uomo che aveva annegato le sue tre figlie

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condannato a morte

Ali Abdullah al-Noami è una delle tre persone che è stata giustiziata questo mercoledì in una piazza pubblica in Yemen, dopo essere stato accusato di aver lasciato annegare le sue tre figlie in una tanica d’acqua.

La storia dei condannati a morte

L’accusa per Ali Abdullah al-Noami è quella di aver annegato le sue tre figlie Rahaf, di 7 anni, Raghad, di 12 anni, e Malak, di 14 anni in una tanica d’acqua. L’uomo avrebbe agito coscientemente dopo un litigio con la propria moglie, probabilmente per vendicarsi di lei.

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Gli altri due uomini giustiziati erano incriminati di delitti simili, cioè erano incolpati del crimine di aver ucciso dei bambini. Si tratta di Abdullah Ali al-Mukahali, di 38 anni, e Mohammed Abdullah Arman, di 33 anni. Abdullah Ali al-Mukahali e Mohammed Abdullah Arman erano stati accusati per aver violentato sessualmente e poi ucciso un bambino di soli otto anni di nome Mohammed al-Haddad.

I tre uomini sono stati giustiziati da un singolo uomo che imbracciava un Kalashnikov AK-47 e che ha sparato direttamente alla schiena degli imputati, mentre la piazza era colma di gente che voleva assistere a questo macabro spettacolo. Non pochi hanno ripreso la scena con i telefonini.

Pena di morte in Yemen e nel mondo

La pena di morte è prevista in Yemen per diversi crimini, come l’abuso sessuale, l’assassinio, ma anche per altre motivazioni, quali l’omosessualità, il tradimento ed eresie religiose, ad oggi considerati tutti crimini previsti dalla legge dello stato asiatico.

È stata la prima uccisione di criminali in pubblica piazza dall’agosto del 2018, quando erano stati giustiziati tre uomini colpevoli di aver abusato sessualmente e poi ucciso un bambino.

Sono molti oggi gli stati che ancora prevedono la pena di morte.

Tra questi la Cina, gli Stati Uniti, lo Yemen, il Nord Corea e la Somalia.

 

 

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