Il Messico terrorizzato dagli uomini di ‘El Chapo’: ecco cosa succede ai suoi nemici

Il Messico si conferma terra di violenza. Gli uomini di ‘El Chapo‘ in questi giorni sono tornati a intimorire i cittadini, nel tentativo d’ imporre la loro perversa autorità: dopo aver torturato e ucciso due esponenti del cartello avversario, hanno appeso i loro corpi giù per il ponte nella città di Fresnillo.

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Quei corpi caduti, e appesi, in nome della droga

Torturati, mutilati, uccisi, esposi con un sacchetto in testa: questa è la sorte che gli uomini di El Chapo Guzman riservano agli avversari, in quell’eterna faida sul controllo del territorio.

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scontro tra bande

Accade più nello specifico nella città Fresnillo, nello stato messicano centro-settentrionale di Zacatecas, il 19 giugno. Non è la prima dimostrazione di forza: i membri del cartello di Sinaloa e quelli del cartello di Jalisco New Generation sono da anni impegnati in una guerriglia senza esclusioni di colpi, condotta senza scrupoli e riserve, per ottenere il monopolio dello spaccio di droga negli USA.

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Secondo l’esperto di cartelli, anche ex maresciallo federale degli Stati Uniti, Robert Almonte quest’azione è proprio una dichiarazione di guerra, che purtroppo non sarà un unicum: “Sì, credo che sia così, non solo in questo stato, ma in generale”.

Sarà una ‘guerra’ senza esclusioni di colpo e l’esperto prevede che saranno mobilitate centinaia e centinaia di ‘pedine’, il tutto a discapito della sicurezza dei messicani, che devono guardarsi anche da funzionari e militari corrotti.

Lo scontro tra i due cartelli si preannuncia sanguinolento, per la voglia di rivalsa del cartello di Sinaloa verso i nemici che stanno diventando la banda di riferimento in Messico.

Lo scorso dicembre, sette corpi sono stati trovati a Zacatecas dopo un altro massacro, accompagnato da un messaggio chiaro: “Questo accadrà a tutti coloro che rapiscono, estorcono e riscuotono tasse“.

 

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