“Gli Stati Uniti pensano che sono morto ma non lo sono”: i tanti misteri sulla morte di John McAfee

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Dopo la morte del creatore dell’omonimo e noto antivirus, i complottisti si sono scatenati, ed effettivamente le questioni dai contorni poco chiare sono varie: fra queste, spunta fuori un tweet premonitorio…

E’ stato ritrovato senza vita all’interno della sua cella Jhon McAfee, l’eccentrico creatore dell’omonimo antivirus. L’imprenditore informatico di 75 anni si trovava recluso in Spagna, precisamente a Barcellona, dove era in attesa di estradizione negli States con l’accusa di aver commesso reati di natura fiscale.

Ma attorno a quello che poteva essere chiuso come un semplice caso di suicidio carcerario aleggia un alone di mistero alimentato da una nutrita schiera di complottisti, in particolare quelli di Qanon, il gruppo a seguito di Trump.

Sono varie i misteri attorno alla morte di McAfee: dal tweet risalente allo scorso anno  inerente il suicidio, fino al post con la Q pubblicato ore dopo il suo decesso, e quella profezia di Edward Snowden che ritiene che il prossimo a morire potrebbe essere Assange…

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Quel misterioso tweet…

Attualmente la polizia catalana sta vagliando come prima pista da seguire quella di un palese suicidio, ma su internet sono in molti a non pensarla così. Alcuni utenti hanno fatto ricomparire un tweet risalente al 15 ottobre 2020 dove McAfee scrisse: “Sono contento qui dentro. Ho degli amici. Il cibo è buono. Tutto va bene. Sappiate che se mi impicco alla Epstein non sarà stata colpa mia”.

twitter-Jhon-McAfee

A cosa si riferiva, McAfee, quando pubblicò quel post? Semplice ironia o, come dicono i complottisti, il segnale che da lì ad oggi qualcosa sarebbe accaduto?

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Il “post post mortem”: McAfee e il presunto legame con QAnon

Questo tweet sembra non essere l’unica, misteriosa vicenda collegata alla morte dell’informatico. Dopo circa 30 minuti dall’annuncio della sua morte, sul suo account Instagram è stato pubblicato un post contenente la foto di una Q, come ha riportato il giornale ‘The Indipendent’.

Agli occhi di tutti la lettera è sembrata un palese riferimento alle teorie cospirazioniste di estrema destra QAnon. Da quel momento in poi l’account dell’imprenditore è stato rimosso, e attualmente Instagram, interpellata dal giornale Insider, non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito alle motivazioni.

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Non è ancora chiaro chi avesse l’accesso all’account di McAfee, che nel momento della pubblicazione era già senza vita. Non è neanche chiara la natura dei rapporti fra McAfee e QAnon. Quest’ultimo, infatti, è stato spesso al centro dell’attenzione dei teorici cospirazionisti, soprattutto dopo aver pubblicato dei tweet nei quali asseriva di essere a conoscenza della persona dietro al movimento QAnon.

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E già nel 2019 realizzò un post nel quale invitava tutti a dubitare del suo eventuale suicidio dopo essersi fatto un tatuaggio con la scritta “$WHACKD”:

Sui social media, nel frattempo, proliferano sia hashtag come #JohnMcAfeeDidntKillHimself che account a nome di McAfee, come questo, nel quale si legge: “Gli USA pensano che io sia morto ma non lo sono… LOL”

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O altri, fra cui uno nel quale si ribadisce che l’inventore dell’antivirus non si sia suicidato ma che con ogni probabilità sia stata Hillary:

jhon-mcafee

C’è anche il sospetto che McAfee sia la Youtuber ‘Rusty Shackleford’, il quale attraverso il suo canale diffuse i video contenenti le riprese di alcuni droni sopra la casa del miliardario Epstein due giorni dopo la sua morte. Anche in quel caso, McAfee pubblicò dei contenuti nei quali asseriva di essere convinto che non si trattasse di suicidio.

“Il prossimo potrebbe essere Assange”

Se gli anti-complottisti sono convinti che McAfee si sia tolto la vita in vista dell’estradizione negli States, a questa vicenda si lega un’altra profezia: quello del futuro suicidio di Assange, il fondatore di Wikileaks.

A lanciare la previsione è Edward Snowden, ex appaltatore della NSA, il servizio segreto interno Usa, che attualmente si trova in Russia in esilio. Sul suo profilo Twitter ha pubblicato un post nel quale si legge: “L’Europa non dovrebbe estradare gli accusati di crimini non violenti in un sistema giudiziario così ingiusto – e un sistema carcerario così crudele” e che  “Julian Assange che potrebbe essere il prossimo” a subire la stessa sorte:

E’ dal 2019 che Assange si trova in un carcere di massima sicurezza nel Regno Unito, precisamente a Belmarsh. Proprio per la durezza del sistema carcerario degli States Assange non è stato ancora estradato a causa delle sue condizioni psicofisiche.

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