Scontro Grillo-Conte, la goccia che fa traboccare il vaso ha un nome e cognome

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Grillo e Conte

La crepa più grossa nella frattura nata fra l’ex Presidente del Consiglio Conte e il fondatore del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo sarebbe riconducibile alla figura di Nina Monti, la nuova Casalino. Fra livori, risentimenti e cannonate mediatiche, c’è chi dice che quel matrimonio s’ha da fare comunque, e per forza, e chi parla di un ‘golpe anti-grillo’ fallito

Si riprende la scena sempre e comunque Belle Grillo, che torna a Roma per rimarcare il terreno davanti ai parlamentari. Il Movimento è roba sua, non di Conte, che “deve studiare e imparare che cos’è il Movimento”Un po’ come quelle mamme arrabbiate che gridano al figlio: “Come ti ho creato io ti distruggo”. Ed è così che titola il Fatto Quotidiano: “Grillo sfascia tutto”. Un ruolo, quello del Fatto Quotidiano, fortemente di rilievo in questa battaglia, e fra poco si spiegherà il perché.

C’è chi parla di uno strappo che non è ricucibile, quello fra Grillo e Conte, a cui il garante ha attribuito l’arduo compito di rifondare il Movimento. Le mosse dell’ex premier sembrano infatti non andare a genio a Grillo, soprattutto le sue intenzioni di limitare il ruolo di un garante che, in realtà, non ha alcuna intenzione di farsi da parte. Anzi.

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Ma la frattura non è di fatto insanabile: la partita è ancora aperta e c’è chi come il filosofo Paolo Becchi parla di un matrimonio che si farà comunque: “Conte ha bisogno di Grillo e Grillo ha bisogno di Conte”, ha dichiarato in un’intervista a il Giornale. Un matrimonio di interesse, però, non di amore.

D’altronde, se l’ex premier, vessato dall’atteggiamento del fondatore del Movimento, decidesse davvero di andarsene, quali sarebbero le alternative? Un Di Maio che, a detta del filosofo, non è più una carta che il Movimento Cinque Stelle può giocarsi? E non è il solo a pensarlo:

Ed è proprio per Di Maio che Grillo, durante l’incontro con i parlamentari a Roma, ha dedicato una sviolinata in palese contrasto con le acide parole spese per Conte. Rivolgendosi a Di Maio, infatti, lo ha definito come “uno dei ministri degli esteri più bravi della storia”.

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Per Conte, invece, le parole sono al vetriolo. E pronunciate appositamente affinché venissero riportate dai giornali. Fra queste quella che ha lasciato i presenti in un silenzio imbarazzante: “Sono il garante ma non sono un coglione. Conte lo deve capire, ha bisogno di me”, per poi rincarare ulteriormente la dose: “Non sono un prestanome, figuratevi se sono il prestanome di Conte”.

Ma le parole pesanti sono state altre. In un flash di ieri pubblicato da Dagospia, si legge: “Nessuno ieri ha colto il vero passaggio del suo intervento, il più importante, quello più significativo, quando Beppe-Mao ha detto a Giuseppi: ‘Tu non sei un visionario come me’. Siamo passati da ‘benvenuto tra gli elevati’ (agosto 2019) a ‘sei uno come gli altri’ (giugno 2021) in meno di due anni”.

D’altronde la lontananza siderale fra i due la si era percepita anche rispetto alla questione dello statuto, uno statuto, a detta di Grillo, scritto “troppo in avvocatese”, come a voler rimarcare l’abissale differenza fra di loro.

Ma se Grillo, si è capito, da parte non è intenzionato a farsi, non resterà che attendere i prossimi passi di Conte. Le voci di mollare il Movimento per fondare il partito suo si riveleranno vere o è solo un modo per creare uno spauracchio a Grillo, che ha già capito l’andazzo?

La rottura fra Grillo e Conte tutta colpa di Nina Monti?

Ma il vero punto cruciale non semba essere lo Statuto né la visione del Movimento. Il casus belliinfatti, avrebbe il nome di Nina Monti, oggi collaboratrice di fiducia di Grillo, colei che ha l’onore (o l’onere) di gestire il suo blog.

Un ruolo che, come ha sottolineato La Stampa, era quello ricoperto da Casalino, portavoce dell’ex premier, rispetto al quale Beppe Grillo non riporrebbe alcuna forma di fiducia. Sarebbe dunque questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso generando le frecciatine a distanza. Frecciatine che, a quanto pare, si sarebbero convertite poi in articoli bomba contro Beppe Grillo pubblicati da Il Fatto Quotidiano proprio dopo che Conte avrebbe appreso la notizia dell’arrivo della Monti.

La questione del secondo mandato e il defilarsi democristiano di Fico e Di Maio

Sempre durante l’incontro con i parlamentari Grillo, con fare non troppo esplicito, ha tirato fuori la questione del secondo mandato, uno dei punti cardine storici del Movimento Cinque Stelle. Il veto sul secondo mandato si può abolire? Sì, ma a due condizioni: che gli iscritti esprimano il loro parere attraverso il voto e che il garante dai pieni poteri (cioè lui) dia il via libera.

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Nel frattempo nulla giunge all’orizzonte dal fronte Fico-Di Maio. Con un defilarsi democristiano entrambi si stanno tirando fuori dalla vicenda, preferendo non esprimere opinioni. Che Di Maio non prendesse posizione rispetto alla querelle Grillo-Conte era abbastanza prevedibile, al punto che il ministro degli Esteri ha deciso di annullare la sua partecipazione ad un seminario che doveva tenere con Conte sul tema dell’economia circolare. E tentando di fare da “paciere” fra i parlamentari.

E Fico, invece di esprimere il suo sostegno a Conte per l’operazione di ristrutturazione del Movimento, interpellato da qualcuno a Pozzuoli sulla faccenda ha risposto: “Non dico niente per ora”.

 

 

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