Binance bloccato in Regno Unito: potrebbe succedere anche in Italia?

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La piattaforma di scambio di criptovaluta Binance è stata bloccata nel Regno Unito, l’Italia potrebbe seguire l’esempio?

Le criptovalute sono diventate una realtà già da qualche anno, ma è stato solo in questo 2021, grazie agli interventi in merito di Elon Musk che sono state viste da tutti come qualcosa di concreto. Non solo il Bitcoin ha guadagnato il suo valore azionario massimo, ma altre criptomonete hanno guadagnato valore e i piccoli investitori hanno cominciato a guardare con interesse a questo mercato.

Proprio il crescente interesse dei piccoli e medi investitori ha fatto emergere dubbi sulla liceità di questa frontiera degli investimenti. Nei mesi scorsi prima la Cina e successivamente gli Usa e l’Europa hanno avanzato dubbi su questo mercato, sostenendo che la mancanza di una regolamentazione legislativa potrebbe dare ampio spazio a truffe e a riciclo di denaro. Il mese scorso il dipartimento di Giustizia degli Usa ha posto sotto inchiesta la piattaforma di scambio sino-canadese Binance. Il Giappone prima e la Gran Bretagna poi, hanno invece bloccato la possibilità d’ingresso nel mercato interno della piattaforma.

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Binance bloccato in Uk, la stessa cosa può avvenire in Italia?

Allo stato attuale il blocco del Regno Unito ha un influenza relativa per gli investitori, i quali possono comunque utilizzare la piattaforma sfruttando i vuoti legislativi in merito degli altri Paesi. Il blocco, sebbene non vi sia stata una comunicazione ufficiale sulle motivazioni, pare legata al timore che la piattaforma possa essere utilizzata per il riciclaggio di denaro. A spiegarlo al sito spagnolo ‘20 minutos‘ è stato l’esperto di diritto economico Alfredo Mugnoz: “Nel Regno Unito è obbligatorio registrare presso la stessa FCA entità che forniscono determinati servizi criptoattivi (come scambi, custodia o ATM di criptovaluta), dovendo dimostrare determinate pratiche e controlli in materia di antiriciclaggio”.

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Attualmente nell’Unione Europea non c’è un indirizzo generale per quanto riguarda le criptovalute, il che permette ad ogni singolo Paese membro di gestire la questione in piena autonomia. In Italia, ad esempio, non esiste una legge quadro e dunque le decisioni a riguardo vengono prese sulla base di sentenze differenti che si basano su leggi non perfettamente attinenti. Questo vale sia per quanto riguarda la diffusione della criptovaluta che per il pagamento di tasse di possesso della stessa.

In futuro anche il nostro Paese potrebbe decidere di bloccare Binance sul territorio, ma come spiegato prima, la natura legale della piattaforma gli permetterebbe di continuare ad esistere ed operare da altri Paesi. La stessa piattaforma lo ha specificato subito dopo la decisione presa dalla FCA: “Siamo a conoscenza delle recenti segnalazioni riguardanti un avviso di FCA Uk in merito a Binance Markets Limited. Bml è un’entità legale separata e non offre alcun servizio o prodotto tramite il sito Binance.com”.

 

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