“Hanno fatto una boiata”: a Quarto Grado la storia dell’intercettazione su Denise scomparsa

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Un’intercettazione non trascritta relativa al caso di Denise Pipitone ha mandato su tutte le furie il conduttore di Quarto Grado, Gianluigi Nuzzi.

La trasmissione di Mediaset si sta occupando molto del caso della bambina scomparsa da Mazara del Vallo il 1 settembre 2004 e mai più ritrovata. Come noto, in questi ultimi mesi si sono riaccesi i riflettori sulla misteriosa sparizione, dato che l’indagine che si è arricchita di molti nuovi elementi che potrebbero aiutare a ritrovare Denise.

L’intercettazione a cui fa riferimento Quarto Grado è una conversazione tra le sorelle Jessica e Alice Pulizzi, entrambe figlie di Anna Corona e sorellastre di Denise Pipitone.

Nello scambio, ripreso dalla cimice piazzata sul motorino di Jessica Pulizzi, si sente: “Vai a prendere Denise”. 

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“Ma dove la devo portare?” risponde l’altra voce, ricevendo come replica: “Fuori”. In seguito, entrambe le sorelle Pulizzi salgono a casa, come riporta anche il quotidiano “Il Tempo”.

Un passaggio tutt’altro che banale o secondario, ma che non è stato mai tramutato in documento cartaceo, come ha confermato in Aula l’ispettore della squadra mobile, all’epoca responsabile della sala intercettazioni.

Perché gli inquirenti non avrebbero registrato il dialogo tra le due sorelle, né tantomeno trascritto? Secondo l’ispettore la conversazione non è stata considerata perché parlava “di argomenti futili”. 

“Chi decide se una cosa è importante o meno?”

Terminato il servizio, il conduttore Gianluigi Nuzzi non ha fatto mistero del suo sconcerto e ha parlato apertamente di “boiata”.

“Quando facevo il cronista di giudiziaria mi ricordo che c’erano i brogliacci – afferma Nuzzi – Se c’era una telefonata il giorno x alle ore y ininfluente, perché gli inquirenti ritenevano che fosse ininfluente, veniva scritto”.

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Il conduttore rincara la dose: “Lo stesso avvocato della difesa aveva tutto il diritto di prendere i nastri, ascoltarseli e vedere se quello reputato ‘ininfluente’ era vero o meno”.

Per poi concludere: “Chi è che decide se una cosa importante o meno? Sono passati 17 anni e ancora non sappiamo dove è finita Denise”.

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