Pene dell’inferno: 81enne rischia la perdita dell’organo genitale per colpa di alcuni elastici

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Un uomo di 81 anni sta soffrendo le pene dell’inferno dopo aver applicato al proprio organo genitale alcuni elastici e rischia di perderlo.

Un medico di un ospedale di Chicago ha pubblicato su una rivista medica dedicata a casi estremi di problemi urologici il caso di un uomo di 81 anni affetto da demenza senile e diabete che rischiava di perdere il pene. L’uomo è stato portato in ospedale dalla moglie quando la donna si è accorta che il suo organo genitale aveva cambiato forma e colore. Il tessuto epidermico alla base del pene, inoltre, aveva cominciato a staccarsi e ciò che rimaneva aveva un aspetto canceroso.

I medici che lo hanno preso in cura gli hanno trovato sul pene 3 elastici che la moglie sostiene fossero in quella posizione da 2 o 3 giorni. E’ stato immediatamente chiaro che bisognasse operare l’uomo per evitare che l’infezione e la morte epiteliale avanzasse portasse alla caduta dell’organo genitale. I medici hanno rimosso la pelle morta in sala operatoria e fornito dei medicinali per facilitare la guarigione del tessuto danneggiato, quindi lo hanno tenuto sotto controllo applicando all’organo un catetere.

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Uomo rischia di perdere il pene a causa di alcuni elastici: la dimissione del paziente

Nonostante il terribile dolore patito dall’uomo, alla fine i medici sono riusciti a salvare il suo organo genitale e lo hanno dimesso. Il paziente sarebbe dovuto tornare in ospedale due settimane dopo per una visita di controllo ma pare che non sia mai tornato. Nell’articolo viene spiegata la causa di quanto successo all’uomo: di sicuro gli elastici hanno bloccato l’afflusso di sangue all’organo e dunque causato la cancrena dello stesso. Tuttavia la rapidità dell’accaduto è legata al fatto che l’uomo soffre di diabete e dunque la circolazione sanguigna è più difficoltosa.

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“Il paziente nel nostro caso si è presentato con diabete chetoacidosico e con una storia di diabete non controllato. Il danno ischemico causato dall’oggetto restrittivo unito al carente afflusso sanguigno al tessuto ischemico dovuto alla preesistente malattia diabetica vascolare può portare progressivamente ad uno stato necrotico o canceroso”.

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