Italia multietnica, alle olimpiadi il 38% ha origini staniere: le statistiche

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La spedizione azzurra alle Olimpiadi si sta rivelando davvero soddisfacente. 

Fino a ieri mancava qualche oro, ma le imprese straordinarie di Gianmarco Tamberi (oro nel salto in alto) e Marcell Jacobs (oro nei 100 metri) hanno contribuito a scrivere una pagina indelebile nella storia dello sport italiano.

Il trionfo di Jacobs ha riacceso i riflettori su un dato che era già stato evidenziato dalla Gazzetta dello Sport negli ultimi giorni. Sono 27 in tutto gli atleti con origini straniere che fanno parte della spedizione azzurra a Tokyo 2020, con una percentuale del 38%.

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Un allargamento dei “confini” che era partito con Fiona May e Andrew Howe e che ora si è decisamente esteso. Marcell Jacobs è ovviamente l’atleta del momento: l’uomo più veloce al mondo è nato a El Paso, in Texas, da madre italiana e padre texano, e si è poi trasferito a Desenzano del Garda assieme alla mamma.

Malagò: “Subito Ius soli sportivo”. Salvini: “Già c’è”

Proprio questo aspetto ha spinto il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Giovanni Malagò, a ritornare sul tema dello Ius Soli sportivo, su cui è in corso da tempo una battaglia politica.

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“Non riconoscerlo è aberrante – ha detto Malagò – Oggi più che mai il discorso va concretizzato. A 18 anni e un minuto chi ha i requisiti deve avere la cittadinanza italiana”.

Non si è fatta attendere la replica del segretario della Lega, Matteo Salvini, che ha ricordato a Malagò come le cose siano già così e non ci sia bisogno di ulteriori interventi. “Ius Soli? Già oggi, a 18 anni, chiunque può chiedere e ottenere la cittadinanza. Squadra che vince non si cambia!”.

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