“Buttate i vostri cellulari cinesi”: un Governo lancia l’allarme. Ecco perché

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Un governo ha lanciato l’allarme riguardo i cellulari prodotti in Cina: ecco il motivo dell’invito a non acquistarli.

Il mercato degli Smartphone è un ambiente altamente concorrenziale. All’inizio il predominio era detenuto dalla Apple, la società che li ha immessi nel mercato quando è uscito il primo iPhone. La concorrenza ha faticato a produrre dei dispositivi che fossero equivalenti, ma con il passare del tempo i sistemi Android sono divenuti altrettanto efficaci e maggiormente appetibili.

A differenza degli iPhone, infatti, gli smartphone hanno un range di pubblico più ampio. In base alle esigenze e alla disponibilità economica, infatti, è possibile acquistare cellulari che vanno dai 129 euro in su, che permettono in ogni caso di navigare in Internet, fare foto e installare tutte le ultime applicazioni. Certo c’è una differenza di velocità e qualità dei contenuti, ma è un modo per aprire questo mondo a tutti.

Proprio l’offerta concorrenziale, caratteristiche di alto livello ad un prezzo più basso, hanno permesso prima alla Samsung, poi alla Huawei e a Xiaomi di diventare leader del mercato. Quest’ultima negli ultimi 12 mesi ha guadagnato 37,6 miliardi di dollari, ponendosi all’attenzione dei consumatori come una delle aziende di riferimento della telefonia mobile.

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Governo lituano chiede ai cittadini di non acquistare cellulari cinesi: ecco il motivo

L’attuale ascesa di Xiaomi nel mercato globale è stata anche favorita dalla decisione del governo Usa di contrastare lo strapotere preso sul mercato dalla concorrente Huawei. A partire dal 2019 i cellulari della casa cinese hanno dovuto abbandonare il sistema android e le app di Google a causa dell’opposizione del governo americano dovuta a ragioni di sicurezza. Adesso, dopo una serie di accordi commerciali, la situazione è rientrata ma nel frattempo Xiaomi ha occupato il posto precedentemente occupato da Huawei.

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E’ notizia delle scorse ore che un altro governo occidentale si è scagliato contro l’acquisto di smartphone prodotti in Cina. Il governo Lituano ha infatti chiesto ai propri cittadini di non acquistare smartphone provenienti dal Paese asiatico per ragioni di sicurezza e libertà. L’ente di sicurezza informatica lituano avrebbe scoperto infatti che gli smartphone cinesi controllino i contenuti ed impediscano di fare partire frasi o post come “Taiwan Libero”, “Movimento per la democrazia” e “Viva l’indipendenza di Taiwan”.

Contattata dal sito ‘Open’, Xiaomi (la principale azienda sotto accusa, soprattutto per il modello Mi 10 T) ha smentito le accuse provenienti dalla Lituania, sostenendo che i propri utenti possono stare sicuri perché l’azienda non solo non controlla i contenuti, ma non limita le loro libertà.

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