“Ne usciremo migliori”, e invece no: in tre scappano dal pub senza pagare il conto. La risposta dell’esercente

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Sono fuggiti da un pub senza pagare il conto, ingannando i gestori con la scusa di dover fumare una sigaretta. 

E’ quanto accaduto in un locale di Padova, la Busa dei Briganti, dove tre giovani hanno deciso di darsela a gambe e non saldare il conto di quanto consumato. Ma i fuggitivi hanno fatto i conti senza l’oste, e mai come stavolta il famoso detto è particolarmente azzeccato.

Le telecamere di sorveglianza hanno infatti ripreso i tre giovani in fuga, come riporta anche il TgCom 24. I proprietari del locale hanno quindi deciso di pubblicare le foto, opportunamente pixelate, sui social. I gestori hanno lanciato un ultimatum, ovvero tre giorni di tempo per saldare il conto prima di ricorrere alla denuncia.

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“Questi sono dei ‘clienti’ che nella serata di ieri hanno pensato bene di venire al pub, consumare, e andare via senza pagare – si legge nel post – Tutto questo dopo due anni di pandemia, in cui il comparto della ristorazione e della birra artigianale sono riusciti a sopravvivere solo tra immensi sacrifici, facendo l’impossibile per restare in piedi”.

“Saldate entro tre giorni o sporgeremo denuncia”

I titolari, nel sottolineare quanto i ragazzi non abbiano tenuto conto della videosorveglianza, sottolineano anche che “andare via senza saldare il conto costituisce reato di insolvenza fraudolenta, punibile con fino a due anni di carcere o, più ragionevolmente, con una multa da 516 euro a persona”. Inoltre, nel post si fa presente che il nome di uno dei tre giovani è noto ai gestori.

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“Vi offriamo la possibilità di venire di persona a saldare il conto, entro tre giorni, o nel caso in cui vi vergognaste troppo della bravata per mostrare le vostre facce qui al locale, ad effettuare un versamento dell’importo corrispondente sul nostro IBAN – prosegue il post della Busa dei Briganti – Trascorso il termine, sporgeremo regolare denuncia alle autorità competenti”.

Poi la conclusione amara: “All’uscita di un periodo come gli ormai quasi due anni che abbiamo vissuto, ci si aspetterebbero almeno un po’ di rispetto e di solidarietà umana. Ne usciremo migliori”, dicevamo. E invece”.

 

 

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