Fa un milione su OnlyFans: l’incredibile storia di una ragazza che asseconda una strana perversione

0
303

Si sa: il nuovo paese della cuccagna, o meglio il nuovo social della cuccagna, sembra essere OnlyFans. Ma tra tante performance a carattere sessuale, alcune sono più apprezzate di altre e generano introiti davvero notevoli: ecco la storia della ragazza che ha guadagnato quasi un milione di euro, fingendo di essere un cane.

Ci vuole creatività, anche su OnlyFans 

Vero, il sesso vende sempre. Ma nonostante la domanda altissima, qualora l’offerta dovesse esser davvero notevole e la concorrenza accanita, bisogna trovare un modo per spiccare anche nella creazione di contenuti digitali.

Non essere una tra le tante, su OnlyFans, può portare anche introiti di tutto rispetto, facendo sì che la creazione di contenuti digitali a sfondo sessuale diventi un vero e proprio mestiere.

Jenna, conosciuta come “Puppy Girl Jenna”, ha guadagnato un milione di euro, agendo e interpretando la parte di un cane, in solo un anno. Un lungo, ma molto remunerativo, role play virtuale.

Jenna Puppy

Dall’intervista concessa a luglio ad un canale YouTube, la ragazza dimostra molta consapevolezza di sé, delle sue preferenze sessuali e di quello che fa, senza vergogna, senza pregiudizi.

Jenna ha spiegato che ha iniziato a fare video per adulti “vaniglia”, ovvero video porno mainstream, ma si è resa conto che questo mercato è troppo saturo, quindi ha deciso di usare la sua parafilia, “comportarsi come un cucciolo” per fare soldi: “Volevo realizzare il contenuto che volevo vedere – ha detto. Lo stavo facendo per divertimento e lo stavo facendo nel mio tempo libero”.

Adesso invece, da giugno a questa parte, è diventato un lavoro a tempo pieno.

Un lavoro da 6 zeri, come si suol dire.

Tanti soldi, quanto critiche

Se le parole d’ordine al giorno d’oggi sono “emancipazione femminile” e “parità di generi”, in prima battuta la scelta di una donna di fare un animale (un cane, per di più) per il piacere altrui può sembrare anacronistica e controtendenza.

Eppure, bisogna ricordare che è appunto una scelta, che il fetish in questione non piace solo ai fruitori del video, ma alla stessa persona che lo pratica, e che la vera autodeterminazione è la possibilità di scegliere senza condizionamenti.

LEGGI ANCHE => “Ho lasciato il lavoro per servire mio marito”: la storia di Katrina e il paradosso del femminismo

Ma le critiche piovono anche per la strategia di Marketing dietro ai video, spesso troppo esplicita.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here