Carpi, figlio fa esonerare il padre con un gol: “Sono scoppiato a piangere”

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Domenica si è consumato un piccolo “dramma” familiare quando un calciatore del Progresso ha segnato al Carpi facendo esonerare il padre.

Quando si gioca ad uno sport non si pensa ad altro che a fare il proprio dovere per permettere alla propria squadra di ottenere il miglior risultato possibile. In campo non ci sono fratelli, amici o fidanzati, si gioca per ottenere il massimo nel rispetto del senso profondo dello sport: una sfida corretta e leale.

Questo ha sicuramente pensato Niccolò Bagatti quando ha preso palla e si è trovato di fronte alla porta. Il ragazzo, 23enne centrocampista del Progresso, ha scagliato una sassata verso la porta dell’Athletic Carpi ed ha permesso ai suoi di ottenere un punto in una trasferta difficile. Ciò che di certo non aveva pensato è che il suo gol sarebbe costato la panchina al padre.

Dopo il deludente pareggio casalingo, infatti, la proprietà ha deciso di esonerare Massimo Bagatti, già sostituito da Claudio Gallicchio. Il ragazzo non si è risparmiato perché affrontava la squadra del padre, ma non pensava nemmeno che un pareggio potesse costare il lavoro al padre e quando ha capito che l’aria era tesa si è lasciato andare ad un lungo sfogo.

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Carpi, figlio in lacrime: il suo gol ha portato all’esonero del padre

Intervistato dopo la partita, Niccolò ha spiegato di non aver pensato alle conseguenze del suo gol: “Dopo aver segnato ho esultato alla Drogba come faccio sempre, ma ho subito chiesto scusa a mio padre perché non volevo mancargli di rispetto. Non avrei mai pensato che un mio gol avrebbe potuto portare a questo esonero, non pensavo fosse a rischio e secondo me nemmeno lui se lo aspettava”.

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Il giovane ha cominciato a sospettare qualcosa quando, a fine incontro, ha sentito i tifosi del Carpi che contestavano la squadra e l’allenatore: “Finita la partita, sentendo alcuni tifosi del Carpi che inveivano contro la loro squadra e contro mio padre, vedendolo deluso sono scoppiato a piangere. Non perché pensavo fosse colpa mia, ma per la situazione che si era creata. Ho pianto un quarto d’ora, mi sono lasciato andare”. Il padre però lo ha rassicurato e gli ha fatto i complimenti per il gol: “Gli ho detto che non deve piangere perché ha soltanto fatto il suo dovere, poi ci siamo abbracciati”.

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