Call of Duty Vanguard è un disastro: l’ammissione degli sviluppatori

Il lancio di Call of Duty Vanguard è stato accompagnato da critiche accese da parte degli appassionati: gli sviluppatori si sono scusati.

Il mercato videoludico moderno non ammette errori, se un titolo atteso dal pubblico fallisce nell’intento di eguagliare le aspettative create in sede di presentazione, il pubblico lo boccia con ferocia sui social e le compagnie si trovano costrette ad ammettere le proprie colpe e chiedere scusa: è stato questo il caso di prodotti come The Order 1885 o Mass Effect Andromeda, giochi di per sé validi scontratisi con le aspettative troppo alte degli acquirenti.

Ci sono poi i casi in cui gli errori sono talmente grossi che le colpe sono evidenti e in questi casi la rabbia della community è giustificata. E’ questo sicuramente il caso di Call of Duty Vanguard, ultimo capitolo della saga di FPS più diffusa e amata al mondo. A differenza della scorsa iterazione, il titolo Activision presenta una campagna single player priva di mordente e con una sceneggiatura deludente, meccaniche di gioco che non rispecchiano la qualità solita delle produzioni e un livello grafico non ottimale (funestato da bug che rendono fastidiosa l’esperienza).

Insomma del videogioco non si salva nulla per il momento e gli sviluppatori hanno ammesso di essere a conoscenza dei tanti problemi che ha il titolo in questo momento. Per farsi perdonare hanno concesso il multiplayer in forma gratuita per un tempo limitato, ma questo non è bastato a placare l’ira di chi ha deciso di spendere 60 o peggio 80 euro per prenderlo al day one. Sledgehammer game ha anche promesso che quanto prima arriveranno delle patch per sistemare tutto ciò che per il momento non funziona come dovrebbe.

 

Call of Duty Vanguard non è il primo caso: Cyberpunk 2077 e compagnia

Da un anno a questa parte di simili casi ce ne sono stati parecchi, il più fragoroso è stato quello di Cyberpunk 2077, gioco atteso da 8 anni che doveva rappresentare il nuovo punto d’arrivo dell’intrattenimento videoludico, con meccaniche di gameplay innovative, level design all’avanguardia, un open word ricco e popolato e che invece ha deluso sotto ogni punto di vista.

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Il videogioco è giunto sul mercato con bug invalidanti e con un codice non ottimizzato per le console di vecchia generazione. La compagnia è stata subissata di critiche e richieste di rimborso ed il loro titolo in borsa è sceso in picchiata. Una delusione che è stata favorita anche dalla stampa videoludica, poco attenta e obiettiva nel presentare il prodotto con recensioni fatte solo sugli hardware di nuova generazione e nessun focus sui problemi principali.

Il secondo caso che ha fatto scalpore è stato quello di efootball, il simulatore calcistico di Konami presentato come free-to-play e come nuovo standard delle esperienze calcistiche. Anche in questo caso il prodotto è approdato sul mercato in versione acerba, con difetti evidenti sia dal punto di vista grafico che delle meccaniche di gioco. Konami si è scusata ed ha promesso aggiornamenti in tempi brevi, ma poi ha dovuto ritrattare ed ha rinviato la patch risolutiva a data da destinarsi.

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Di pochi giorni fa anche le delusioni videoludiche rappresentate da Battlefield 2042, FPS attesissimo che è giunto sul mercato in versione decisamente non rifinita, e di GTA The Trilogy, raccolta dei primi tre iconici capitoli in tre dimensioni del noto brand che presentano errori, bug, glitch e altre problematiche che rovinano l’esperienza di gioco.

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