Il Lago che potrebbe trasformarsi in una bomba tossica: timori per una potenziale immane tragedia

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Un enorme pericolo è stato rilevato da alcuni esperti: sembrerebbe che il Lago Kivu, situato tra il Rwanda e la Repubblica Democratica del Congo, stia ospitando dei gas potenzialmente esplosivi.

Il Kivu è uno dei grandi più grandi del continente Africano, formatosi in un estesa area tettonica della crosta continentale. Nelle sue vicinanze si trova il il Monte Nyiragongo, uno dei vulcani più attivi del mondo, che riversa la sua lava proprio verso il Lago Kivu al momento dell’eruzione.

Nell’arco dei millenni, l’intensa attività vulcanica del Monte Nyiragongo ha causato un immenso accumulo di metano e diossido di carbonio, disciolto e accumulatosi sulla superficie del Kivu.

Secondo quanto riportato dal ‘The Sun’, gli scienziati sono preoccupati dalla situazione attuale e hanno avvisato che l’ennesima eruzione del Monte Nyiragongo potrebbe scatenare una pericolosa reazione a catena: il metano e il diossido di carbonio disciolti potrebbero separarsi dalla superficie del lago e spargersi nell’atmosfera, mettendo a rischio la vita di milioni di persone.

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Francois Darchambeau, limnologo e responsabile ambientale della ‘KivuWat’, società che si occupa di estrazione di gas, ha spiegato che il fenomeno prende il nome di ‘eruzione limnica’ e consiste nella formazione di grandi onde sulla superficie del lago e nubi di gas tossici.

“Questo è quello che chiamiamo ‘lago assassino’“, ha dichiarato Darchambeau. Gli unici altri ‘laghi assassini’ conosciuti al mondo sono i laghi Nyos e Monoun, nel nord-ovest del Cameron. Dei tre, il lago Nyos è stato protagonista di una recete eruzione limnica nel 1986, causata da una frana.

Potrebbe trattarsi della peggiore catastrofe in decenni: gli scienziati cercano un modo per evitarla

Le conseguenze sono state tragiche: circa 1800 abitati dei villaggi vicini sono morti asfissiati dai gas tossici. Purtroppo le eruzioni limniche, al contrario di quelle vulcaniche, sono estremamente difficili da predire e, di conseguenza, è impossibile prevenirle o mettere in sicurezza le aree a rischio.

Il vulcanologo e giornalista scientifico Robin George Andrew aveva detto alla BBC lo scorso anno: “Nessuno può essere certo di sapere quando o se succederà“. Nonostante la prospettiva della potenziale catastrofe, gli scienziati hanno trovato il modo di rimuovere parte del metano dal lago, utilizzandolo come generatore d’energia in Rwanda.

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Si spera che rimuovendo parte dei gas tossici si possa in qualche modo ridurre il rischio di eruzione limnica.

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