In Ucraina almeno 60 “foreign fighter” italiani: molti di estrema destra, ma ci sono anche i “rossi” – ecco chi sono

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Stando agli ultimi report sembra che una sessantina di combattenti italiani si siano uniti alle forze in conflitto in Ucraina. 

Come riporta anche Open, su 17.000 persone straniere provenienti da 50 Paesi diversi figurerebbero anche una sessantina di italiani, aggregati sia con i separatisti che con i nazionalisti.

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L’Antiterrorismo lancia l’allarme su questo aspetto, sottolineando che questi foreign fighters potrebbero unirsi ad associazioni ultranazionaliste una volta rientrati in Italia. “Potrebbero rientrare come terroristi capaci di compiere attentati e soprattutto di diventare ‘cattivi maestri’ per tanti giovani”, afferma l’Antiterrorismo.

Tra questi c’è Andrea Palmeri, 42 anni, capo ultrà dei Bulldog, gruppo di tifosi della Lucchese (tra i più neri d’Italia). Quando nel 2014 Palmeri si unì ai filorussi, il Governatore dell’autoproclamata repubblica autonoma di Donetsk salutò con entusiasmo l’arrivo del Generalissimo (da anni soprannome di Palmeri) definendolo un “vero fascista italiano”.

Sul 42enne pende un mandato di arresto europeo relativo all’inchiesta su reclutatori e mercenari filorussi nel Donbass.

Ci sono anche foreign fighter “rossi”: chi è il “Comandante Nemo”?

“L’Ucraina come Stato unitario cesserà di esistere, ha venduto l’anima al diavolo”, ha scritto dall’ospedale il “Generalissimo”. Ma non è l’unico, dato che in Ucraina sono presenti diversi foreign fighter italiani vicini a movimenti come Libertà e Azione, Forza Nuova e altre organizzazioni del radicalismo nero.

Sempre Open riporta quanto affermato da Orazio Maria Gnerre – ora in carcere per l’assalto alla CGIL a Roma, ndr – vicino al capo di Forza Nuova, Roberto Fiore: “Per noi e i ragazzi europei il Donbass può rappresentare ciò che era la Fiume del Novecento“, afferma Gnerre in una telefonata intercettata.

“In Ucraina e in Russia ci sono pure movimenti che si dicono comunisti ma al 90% delle cose la pensano come noi”, aggiunge Gnerre. In effetti tra i combattenti in Ucraina sarebbe presente anche un romano, noto come “Comandante Nemo”, appartenente al “Comitato per il Donbass antinazista” del quartiere San Lorenzo a Roma.

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