Le varianti del coronavirus anche nei ricci. Uno studio rivela gli animali più “pericolosi”

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Anche dei comuni animali da giardino come i ricci potrebbero ospitare nuovi ceppi di coronavirus.

E’ quanto emerge in un recente studio, che evidenza come i ricci, così come gli animali domestici, potrebbero ospitare nuove varianti del virus che ha messo in ginocchio il mondo intero.

I ricercatori hanno studiato la connessione tra 411 ceppi di Covid e 876 mammiferi “ospiti”.

Lo studio ha rilevato che il riccio comune, il coniglio europeo e il gatto domestico sono tutti potenziali ospiti del coronavirus, come riportano anche il Mail Online e il Daily Star Online.

La ricerca ha rilevato che l’ospitalità più “alta” è il pipistrello giallo asiatico minore, comune nell’Asia orientale. In base a questo studio, gli esperti dell’Università di Liverpool hanno provato ad individuare gli animali che potrebbero essere la fonte di potenziali focolai, in modo tale da ridurre il rischio di insorgenza nelle popolazioni del pianeta.

Nello studio, pubblicato su Nature Communications, i ricercatori evidenziano che i risultati “dimostrano la grande sottovalutazione della potenziale generazione di nuovi coronavirus negli animali selvatici e domestici”.

Alcuni animali possono ospitare decine di varianti

I risultati arrivano pochi giorni dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato la presenza di 13 varianti nell’epicentro di Wuhan a dicembre 2019: un aspetto che mette in evidenza come la diffusione del virus fosse più ampia rispetto a quanto si potesse pensare in un primo momento.

Dal nuovo studio, gli scienziati hanno anche scoperto che ci sono più di 40 specie di mammiferi che ospitano quattro o più ceppi di coronavirus.

Basti pensare che animali come lo zibetto asiatico delle palme e il pipistrello comunemente noto come ferro di cavallo maggiore riescono probabilmente ad ospitare rispettivamente 32 e 68 varianti diverse.

Proprio la scorsa settimana è stato scoperto un nuovo coronavirus nel sangue di cinque pipistrelli che vivevano in una grotta in Thailandia. I ricercatori affermano che questi risultati suggeriscono un’alta probabilità che il Covid-19 sia stato originato da un pipistrello.

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