Lascia il marito dopo 25 anni di violenze, lui tenta di entrare in casa per ucciderla – VIDEO

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violenze caterina antimo

Dopo 25 anni di botte e violenze di ogni tipo, ha provato ad arrampicarsi alla finestra per ucciderla dopo che lei aveva deciso di abbandonarlo per sempre. 

E’ la storia terribile che giunge dalla provincia di Napoli e che è stata raccontata nel dettaglio nell’ultima puntata della trasmissione “Chi l’ha visto”. Caterina Stellato aveva conosciuto il suo aguzzino, Antimo Carrera, all’età di 15 anni.

Oggi ne ha 40, e quell’uomo, diventato poi suo marito, le ha fatto vivere un incubo lungo due decenni e mezzo. Fino al 23 novembre scorso, quando Caterina ha trovato le forze di lasciare definitivamente Antimo.

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E’ uscita di casa dicendo di recarsi a lavoro, ma non è più tornata e si è affidata all’aiuto delle persone fidate e delle forze dell’ordine. Nelle settimane successive ha temuto il peggio per i suoi figli, che non ha potuto portare via con sè, anche se le violenze di suo marito vedevano lei come unico obiettivo.

Il 30 dicembre la sentenza del giudice assegnava la piena custodia dei piccoli a Caterina, imponendo il divieto di avvicinamento per il Carrera all’abitazione dove si erano trasferiti sua moglie e i suoi figli.

“Ha tentato di uccidere sia me che mia madre, ci ha salvate la pioggia”

Divieto che Antimo Carrera non ha minimamente rispettato, come si vede dal video mandato in onda durante il programma Rai. Dopo tre incursioni fallite, Antimo ci riprova.

E’ il 10 febbraio, e nel filmato si vede l’uomo in preda alla follia che cerca di scalare un tubo per arrivare alla finestra del primo piano. La fortuna, come sottolinea anche la donna, è che la pioggia aveva reso il tubo scivoloso, “altrimenti avrebbe ucciso sia me che mia madre”.

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Antimo Carrera è stato successivamente arrestato. L’udienza è fissata per il 27 aprile. Dovrà rispondere anche di aggressione nei confronti di uno zio di Caterina (lo stesso giorno del tentativo di assalto all’abitazione, ndr).

Intanto, la 40enne lancia un appello: “Mi vuole morta e quando uscirà dal carcere verrà a cercarmi. Ho bisogno di cambiare città, casa, lavoro. Ho bisogno che lui non mi trovi mai e che i bambini crescano sereni”.

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