“Il rinascimento va veloce. 320 km/h in rettilineo”: Twitter non perdona Renzi in Bahrain per la Formula 1

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Renzi in Bahrain

Il Medioriente ha un fascino irresistibile per Matteo Renzi.

Le telecamere Sky hanno trasmesso oggi le inquadrature del politico italiano ai Box della gara d’esordio della Formula 1 in Bahrain, un paese alleato dell’Arabia Saudita. L’immagine di Renzi, intento a parlare con il presidente della Fia Jean Todt, sono presto diventate virali e hanno scatenato nuovamente la polemica attorno al senatore di Italia Viva.

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Con la visita di oggi è il terzo viaggio del senatore in paese arabi dall’inizio dell’anno, dopo il dialogo pubblico tenuto con l’amico principe Bin Salman e quello a Dubai di tre settimane fa, reso noto da ‘La Stampa, e mai ‘giustificato‘ né dal politico né dal suo entourage.

Sono tante le accuse imputate a Matteo Renzi. Stavolta il nucleo dell’accusa non è solo quel legame tanto stretto quanto insolito con il mondo arabo, ma la presunta noncuranza delle limitazioni assunte dall’Italia per contrastare la pandemia e spesso disattesa da uno dei suoi senatori.

Il ruolo pubblico e politico di Renzi d’altronde suscita anche una querelle dall’interesse puramente economico in quanto in molti sono interessati a sapere quali e di chi sono i soldi che finanziano i suoi viaggi non istituzionali (spoiler: non sono i contribuenti).

I commenti di Twitter sono tanti, tra il serio e il faceto

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L’ufficio stampa di Italia Viva non ha né nascosto la visita al paddocK del GP, resa pubblica dal Tweet del presidente della FIA, né si nasconde nel rispondere alle domande. In una nota ufficiale afferma che Renzi “è abituato alle polemiche contro di lui ma che ha come sempre rispettato tutte le norme e martedì sarà in aula a fare il suo lavoro per intervenire sul Family Act”.  Aggiungendo inoltre: “Inutile dire che i viaggi di Renzi riguardano Renzi e non costano un centesimo al contribuente”.

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