Conflitto israelo-palestinese, Israele accetta il cessate il fuoco ma nella notte intensifica i raid

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Dopo un raid notturno di aerei israeliani sulla Striscia di Gaza, arriva la notizia, ancora ufficiosa, della conferma da parte di Israele della tregua chiesta. Sarà davvero così?

Continua a lasciare con il fiato sospeso tutto il mondo il conflitto israelo-palestinese, che negli ultimi giorni si è riacceso con una furia violenta che ha lasciato dietro di sé centinaia di vittime.

Mentre gli scontri continuano, proprio stanotte Israele ha effettuato vari raid aerei notturni sulla striscia, la giornata di oggi è a dir poco decisiva per l’esito, del tutto momentaneo, del conflitto.

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Israele accetta davvero il cessate il fuoco? 

Nulla è ancora definitivo ma, stando a quanto riportato dal quotidiano egiziano Haaretz, mentre si teneva l’incontro del gabinetto della sicurezza, è trapelata da parte dei mediatori egiziani la notizia che Israele avrebbe accettato il cessate il fuoco. 

Il sito Walla ha confermato l’indiscrezione arrivata dagli egiziani da altre fonti israeliane non meglio specificate, secondo le quali il cessate il fuoco verrà raggiunto entro le prossime 24 ore. 

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Le ultime ore di fuoco

Se davvero queste ore saranno le ultime prima di una tregua momentanea, esse sono state letteralmente di fuoco. Gli attacchi israeliani sono stati particolarmente intensi nelle ultime ore: solo nella notte, sono stati 30 i raid aerei israeliani sulla striscia di Gaza, che hanno lasciato feriti gravemente almeno 13 civili.

Dal canto suo, Hamas ha risposto al fuoco attaccando il sud Israele con una raffica di razzi, quasi tutti intercettati dal sofisticato sistema anti razzi israeliano.

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A mezzanotte i media palestinesi hanno diffuso un report sugli aggiornamenti delle vittime: quelle complessive degli attacchi contro Gaza sono state 228, fra le quali si contano 65 minori e 38 donne, mentre i feriti sono in tutto 1.620, 1.633 se si contano quelli degli attacchi di questa notte.

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Si nega l’accesso a Gaza di Medici senza frontiere

Ely Sok, capocommissione di Medici Senza Frontiere in Palestina, ha denunciato il divieto che l’organizzazione umanitaria ha subito da parte di Israele nell’accedere ai territori palestinesi per curare i feriti: “Oggi è stata nuovamente negata ad un team di Medici Senza Frontiere (MSF) l’autorizzazione a entrare da Israele nella Striscia di Gaza. Sono trascorsi ormai più di dieci giorni dall’inizio dei bombardamenti israeliani sulla Striscia” e ha aggiunto “stanno aumentando i bisogni umanitari, con oltre 1.400 feriti e decine di migliaia di sfollati.”

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I commenti del leader politici mondiali, Letta: “Over reaction israeliana”

Nel frattempo i leader politici di tutto il mondo si stanno mobilitando, chi sostenendo una parte e chi l’altra, per invitare le parti a cessare il fuoco al fine di evitare ulteriori vittime fra i civili. Yair Lapid, incaricato in Israele di formare un nuovo governo, fa sapere che la nazione non può ignorare l’appello del presidente degli States Biden del cessate il fuoco. 

Dall’Italia, invece, arriva il commento a caldo di Enrico Letta, segretario del PD, secondo cui la questione israelo-palestinese “è una vicenda nella quale non ci sono un torto o una ragione, in cui ci sono due ragioni. Noi dobbiamo far si che vi sia soddisfazione pacifica e di coesistenza pacifica per due ragioni, motivo per il quale i due Stati rimangono la soluzione”. 

Ad alcuni giornalisti a Bruxelles il leader del PD ha poi aggiunto: “Motivo per il quale adesso con grande forza credo che l’Europa possa far sentire la sua voce per fermare la over reaction israeliana e arrivare ad una soluzione: il cessate il fuoco immediato e poi i negoziati per una soluzione pacifica”.

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