Al G7 la protesta dei Pikachu: ecco le ragioni della manifestazione

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protesta al G7

Bizzarra protesta in quel di Cornovaglia, dove ai margini dello svolgimento del G7 un gruppo di attivisti ha chiesto al Giappone d’interrompere l’utilizzo del carbone fossile e dei derivati come fonte di energia. I manifestanti, vestiti da Pikachu hanno sicuramente portato molta attenzione alla questione.

L’energia di Pikachu

Pikachu è il Pokèmon dell’energia ed è il miglior testimonial per la ricerca di una fonte di energia più pulita.

energia rinnovabile

L’ ‘Indipendent’ riporta che la manifestazione è stata organizzata dagli attivisti anti-combustibile fossile giapponesi che chiedono a gran voce, o con voce bizzarra, al governo di interromperne l’utilizzo entro il 2030.

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Il gruppo è ben eterogeneo, si contano i rappresentanti di più di 12 società autonome, ed è principalmente preoccupato di nuovi impianti di carbon fossile in terra nipponica: “Mentre il resto del mondo evolve verso forme di energia più sicura, affidabile e rinnovabile, il Giappone sta valutando di inaugurare una flotta di nuove stazioni di carbone in Asia e oltre”.

Proteste d’impatto sociale, non ambientale

La protesta non è però un caso isolato. Molte manifestazioni, per perorare cause ambientali, si sono tenute in concomitanza del G7, poiché da molti l’impegno dei leader dei paesi più ‘importanti’ non è adeguato alla sfida epocale che stiamo affrontando.

La ONG Greenpeace ha creato uno show con droni, ricoperti di led, in cui venivano raffigurati tutti gli animali in via d’estinzione o seriamente minacciati.

MusicMagpie, un rivenditore inglese di componenti elettronici ricondizionati, ha invece proposto una rivisitazione del monte Rushmore, composto interamente di rifiuti.

Sebbene una cifra notevole, 100 miliardi, sia destinata all’aiuto del ridimensionamento delle emissioni di carbonio nei paesi in via di sviluppo, e benché Germania e Canada abbiano firmato un accordo per aumentare i fondi concessi (solo Germania e Canada!), per l’attivista svedese Greta Thunberg, e per tutti gli attivisti del venerdì, non è abbastanza.

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L’attivista è scettica e molto critica e bacchetta, senza mezzi termini, i leader mondiali.

 

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