Stuprata in uno dei suoi appartamenti: Airbnb obbligato a un maxi-risarcimento

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Airbnb ha risarcito una turista con una somma pari a 7 milioni di dollari (circa 5.700.000 euro) dopo che la stessa ha subito violenze in una proprietà in affitto a New York City.

Come riportano Bloomberg e la BBC, si tratta di una viaggiatrice australiana, che ha ricevuto il risarcimento in seguito ad un’aggressione subita nel 2015, alla vigilia di Capodanno.

La vittima e le sue amiche hanno ritirato le chiavi della proprietà da un negozio che si trovava nei pressi. Stando a quanto emerso nelle indagini, il sospettato aveva fatto una copia delle chiavi dell’appartamento.

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Si tratta del ventiquattrenne Junior Lee, accusato di aggressione sessuale predatoria. Il giovane si è dichiarato non colpevole, ma rimane in custodia.

In seguito all’aggressione, un team di sicurezza di Airbnb ha contattato il dipartimento di polizia locale per offrire la sua assistenza e garantire che la vittima potesse pernottare in un hotel. Il team si è anche offerto di pagare costi come la consulenza e ha organizzato il viaggio della madre della turista australiana, residente all’estero, che ha potuto così raggiungere sua figlia.

L’accordo prevede che la vittima non citi in giudizio Airbnb

Bloomberg ha affermato che l’accordo da 7 milioni di dollari prevede che la vittima non possa incolpare o citare in giudizio Airbnb o l’host dell’appartamento in cui si è verificata l’aggressione.

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All’inizio di questo mese, la società ha lanciato richieste per un sistema di registrazione a livello nazionale per gli operatori di affitti a breve termine, ai quali verrebbe richiesto di ottenere un numero di registrazione dal governo o da un’autorità delegata per inserire le loro case su piattaforme come Airbnb.

Airbnb ha affermato che la mossa “consentirà alle autorità locali di informare le piattaforme sui problemi con gli annunci nella loro zona” e consentirà anche alle stesse piattaforme di impedire l’aggiramento delle regole.

 

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