Chi era Nilde Iotti, la prima donna presidente della Camera (e con il mandato più lungo)

Questa sera su Rai1 andrà in onda la storia di Nilde Iotti, prima Presidente della Camera donna, nonché membro dell’Assemblea Costituente che portò nella politica italiana proposte a dir poco innovative e senza precedenti 

Parlando del susseguirsi delle vicende che hanno intessuto le trame della politica italiana non si può non fare riferimento ad una delle politiche che, più di tutte, hanno scritto pagine fondamentali della nostra Costituzione e della nostra storia politica: Nilde Iotti.

Questa sera andrà in onda su Rai1 Storia di Nildeun docufilm dedicato alla prima Presidente della Camera donna. Sarà Anna Foglietta a rivestire i panni di Nilde Iotti, attraverso ricostruzioni a carattere di pura fiction miste a testimonianze e materiali di repertorio accompagnate da una serie di testimonianze che ripercorrano la carriera della Iotti muovendo dalla sua partecipazione all’Assemblea Costituente fino alla proposta di candidarsi come Presidente della Camera.

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La storia di Nilde Iotti, dalla vita privata a quella politica

Nilde Iotti nasce in un contesto nel quale, si potrebbe dire, si articolano le radici profonde di un attivismo politico di cui è figlia. Suo padre Egidio era un sindacalista socialista e ferrioviere, che patì a lungo lo scotto del suo impegno politico, ragione per la quale la famiglia della Iotti versava in condizioni economiche precarie.

Nilde, dopo aver perso il padre, riuscì a intraprendere i suoi studi universitari presso la Cattolica di Milano grazie alle borse di studio che le permisero di laurearsi in lettere nel 1942. 

Insegnante di professione, la Iotti fu costretta ad iscriversi al Partito Nazionale Fascista, ai tempi la conditio sine qua non per insegnare. Fu a seguito a partire dal secondo dopoguerra che prese vita in lei una naturale propensione per la politica che si manifestò attraverso l’avvicinamento al PCI ed una attiva partecipazione alla Resistenza. 

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In quegli anni la Iotti si fece notare per il suo attivismo e per il suo impegno nelle organizzazioni connesse al Partito, diventando nel giro di poco presidente dell’Unione Donne Italiane dell’Emilia ed entrando nel consiglio comunale di Reggio Emilia come indipendente ma comunque nell’alveolo del Partito Comunista, nel quale entrò poco dopo.

Eletta nel 1956 come membro dell’Assemblea Costituente, fu lì che la Iotti scrisse pagine importantissime della nostra Costituzione, promuovendo istanze fortemente progressiste come la possibilità di far partecipare le donne alla Magistratura. In quegli anni prese vita la sua relazione con Palmiro Togliatti, all’epoca segretario nazionale del PCI, con il quale decise di adottare una bimba orfana dopo la morte di Aldo, il figlio di lui, deceduto all’interno di un ospedale psichiatrico.

Nilde Iotti e Palmiro Togliatti

La Iotti nel ’48 venne rieletta nella camera dei deputati, dove rimase in carica senza interruzioni fino al ’99, ricoprendo inoltre per ben 13 anni consecutivi la carica di Presidente della Camera, stabilendo vari record; non fu solo la prima donna a ottenere quel ruolo, ma la Iotti può ancora vantare di aver ricoperto il più lungo mandato che abbia mai avuto nella nostra storia un presidente della Camera.

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Le battaglie politiche di Nilde Iotti

Nilde Iotti ha poi proseguito la sua carriera politica ed istituzionale, entrando nel comitato centrale del partito prima e nella direzione nazionale poi. Durante i suoi vari mandati la parlamentare emiliana divenne nota a livello nazionale sia per le sue battaglie sul ruolo della donna nel contesto lavorativo e in quello sociale, ma anche portando avanti importantissime battaglie in materia di diritti civili.

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Il tema tutt’ora caldo del gender pay gap e della parità di trattamento dei generi nel contesto lavorativo fu già all’epoca affrontato da Nilde Iotti, che si attivò in prima persona per varare una serie di proposte che garantissero l’equità del salario e del trattamento.

Si deve infatti a lei l’introduzione del divorzio nel nostro ordinamento, la proposta di istituzione di un’assicurazione per le casalinghe e l’introduzione di una serie di norme in materia di violenza sessuale. 

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Fondamentali, inoltre, le battaglie della Iotti sul tema della famiglia. Di assoluto rilievo, in particolare, la relazione che presentò nella “Commissione dei 75”, nella quale si auspicava il superamento dell’oramai obsoleto Statuto Albertino. 

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