“Fermate questo schifo”: lo strazio del padre di una 16enne (non) uccisa dal vaccino

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valentina astolfi

Hanno fatto il giro del mondo le immagini degli scontri di ieri a Roma, con i manifestanti No Green Pass (tra cui gruppi neofascisti) che hanno anche assaltato e devastato la sede della CGIL. 

Tra le tante foto è comparsa anche quella di un cartellone che mette in evidenza i volti e i nomi di alcuni giovani deceduti in seguito all’inoculazione di quello che viene etichettato come “il siero miracoloso”.

Sul cartellone compaiono sei giovani, tra i 16 e i 25 anni, con un messaggio fin troppo chiaro: “Chi non combatte l’inoculazione dei giovani col ricatto del metodo mafioso, che uomo è?”.

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Tuttavia, una ragazza presente nel cartellone non si era mai sottoposta al vaccino. Si tratta di Valentina Astolfi, 16 anni, morta lo scorso 29 agosto dopo un ricovero in ospedale durato nove giorni.

Le cause del decesso non sono state rese note, ed è per questo che i No Vax l’hanno subito inserita tra i giovani morti in seguito alla vaccinazione.

“Mia figlia non aveva ancora fatto nemmeno la prima dose”

Un abuso terribile e ingiustificabile, che ha provocato la reazione del papà della povera Valentina. In un post pubblicato giovedì 7 ottobre, Diego Astolfi, padre della 16enne deceduta, chiede che venga interrotto quello che definisce uno “schifo”.

“Cari No-Vax, smettete di far circolare questa foto nei vostri gruppi dedicati: pur rispettando e non entrando nel merito delle vostre convinzioni – scrive Diego Astolfi in un post su Facebook – non approvo affatto l’uso che fate della foto di nostra figlia Valentina”.

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“Mi preme chiarirvi che Valentina non aveva ancora fatto la prima dose di vaccino – aggiunge il papà della 16enne – Il suo turno era programmato ad inizio settembre ma purtroppo il suo cuore ha smesso di battere prima. Pertanto cari No-Vax questa volta siete in malafede, molto in malafede”.

Per poi concludere: “Imparate a rispettare il dolore altrui, della mia famiglia e dei miei cari ed anche delle altre persone che avete raffigurato nel vostro manifesto”.

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