Giallo di Temù, incredibile svolta nel caso: “C’è un triangolo amoroso”

L’ipotesi bomba, sganciata duranta la puntata di ieri di Quarto Grado, potrebbe ribaltare il giallo di Temù, ma per gli investigatori il movente resta sempre di natura economica

Incredibile svolta nel giallo di Temù, il caso riguardante la misteriosa morte dell’ex vigilessa Laura Ziliani.

Ancora una volta sotto il mirino giudiziario e mediatico le due figlie, Paola e Silvia, e il fidanzato di una delle due, Mirto Milani, tutti e tre attualmente detenuti con l’accusa di omicidio.

A rivelare la bomba un’amica della vittima, che avrebbe svelato dei dettagli raccapriccianti sul rapporto fra i tre.

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“Un triangolo amoroso”: rivelazione shock sul caso di Laura Ziliani

Nel corso della puntata del programma televisivo Quarto Grado trasmesso su Rete 4 e condotto da Gianluigi Nuzzi è stato svelato un altro colpo di scena.

A quanto pare fra le due figlie, Silvia e Paola, e Mirto Milani ci sarebbe un triangolo amoroso.

A svelare questa nuova indiscrezione un’amica di Laura. Quest’ultima, prima di morire, si sarebbe confidata con lei sulla questione.

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“Laura Ziliani sapeva del triangolo amoroso tra le due figlie Paola e Silvia e Mirto Milani, ufficialmente il fidanzato della maggiore. Lo aveva confessato a un’amica”, è stato dichiarato a Quarto Grado.

Questa doppia relazione di Milani con le due figlie spaventava non poco Laura, che riteneva il ragazzo “un cattivo partito”, e che stava “manipolando le sue figlie”, come dichiarato da Giuseppe Pasina, sindaco di Temù ascoltato dalla procura come persona informata dei fatti.

La figlia 19enne, Paola, assieme a Milani, avevano spiegato ai carabinieri il motivo per il quale i loro due cellulari erano stati consegnati praticamente intonsi di file, completamente ripuliti da qualsivoglia contenuto.

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E la motivazione è proprio questa: i due avevano paura che in paese si sapesse del triangolo amoroso fra le due sorelle e Milani.

Una relazione, secondo quanto rivelato nel corso della trasmissione, che sarebbe stata accettata dalla sorella maggiore, ossia la fidanzata ufficiale di Mirto.

Le due sorelle, dunque, come riportato da Fanpage, sarebbero complici e non rivali in amore.

Movente amoroso o economico?

Per gli inquirenti, e non solo, il ruolo di assoluta rilevanza nella vicenda rimarrebbe quello di Mirto Milani.

Il giudice che ha condotto le indagini preliminari, Alessandra Sabatucci, scrive infatti: “Le due sorelle sono state in parte manipolate da Milani”.

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Quest’ultimo, infatti, stava avendo una forte ingerenza negli affari di famiglia, arrivando a recriminare le scelte economico gestionali portate avanti dalla Ziliani.

E per gli investigatori il movente sarebbe sempre e comunque di natura economica. A detta loro, infatti, il rapporto a tre avrebbe soltanto contribuito a generare un ulteriore complicità e legame fra i tre, ma non sarebbe la scintilla che avrebbe innescato il perverso meccanismo che ha portato all’uccisione di Laura.

Quel misterioso doppio viaggio in discarica il giorno della scomparsa di Laura Ziliani

Attualmente c’è un altro elemento importante al vaglio degli inquirenti. Fra le prove che inchioderebbero le figlie fondamentale indagare quel misterioso doppio viaggio nella discarica vicina effettuato dalle due figlie assieme a Milani la mattina della scomparsa di Laura.

Le due ragazze hanno riferito di avere un appuntamento con la madre la mattina dell’8 maggio alle ore 10, appuntamento a cui lei non si sarebbe presentata.

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Un quarto d’ora dopo l’orario fissato per l’incontro i tre si sarebbero diretti verso la discarica più vicina con l’intento di andare a buttare via due materassi. Un’operazione, questa, fatta in due viaggi.

Materassi sui quali sarebbero potuti essere presenti tracce di dna ma, sfortunatamente, sono andati distrutti.

Sotto interesse degli inquirenti anche il tempo impiegato per compiere il tragitto, un lasso di tempo durante il quale avrebbero potuto spostare il corpo.

Tracce ematiche e di dna potrebbero essere presenti anche nell’auto di Milani, attualmente posta sotto sequestro.

 

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