“Devi buttare il veleno dal cuore”: la vicenda shock di una residenza nel palermitano

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Sono davvero agghiaccianti i particolari che emergono dalle intercettazioni delle conversazioni tra gli operatori della struttura “Suor Rosina La Grua Onlus” di Castelbuono, comune nel palermitano. 

Il plesso, già ribattezzato “clinica degli orrori”, è stato messo sotto sequestro in seguito all’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Termini Imerese su richiesta della Procura. La struttura, convenzionata con l’Asp di Palermo, fornisce servizi di riabilitazione a 23 pazienti con gravi disabilità fisiche e psichiche.

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Ma quella che doveva essere una clinica di assistenza era ormai diventata un incubo per i pazienti, che venivano costantemente picchiati, vessati, offesi e costretti a terribili umiliazioni.

Tra gli aspetti più terrificanti riscontrati dagli investigatori c’è la punizione della Sala Relax, un locale angusto e privo di qualsiasi servizio igienico, dove i pazienti venivano rinchiusi per ore senza acqua o cibo, costretti ad espletare i propri bisogni fisiologici sul pavimento.

Nelle intercettazioni della Guardia di Finanza, come riporta anche BlogSicilia, alcune operatrici definiscono il centro “un manicomio, un lager nazista”. Sempre nelle intercettazioni emerge quanto affermato da un inserviente della struttura, che chiudeva la porta della Sala Relax urlando “Devi buttare il veleno dal cuore” al paziente.

“Regime contrario al principio di umanità”: 35 le misure cautelari

“Fin quando non ci sono le telecamere sta cosa noi non ce la togliamo”, e poi un altro passaggio: “Tu ce l’hai presente un manicomio? Uguale, identico, ci manca solo, gli ho detto che li legano ai letti e poi siamo a posto, siamo pronti per la D’Urso”.

“I bilanci non sono mai stati presentati, nella contabilità c’è manicomio, la struttura non è adeguata e non è a norma – afferma un’altra operatrice – Lì se campano o se muoiono, non interessa niente a nessuno”.

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Nell’ordinanza il Gip parla chiaramente di “torture sistematiche e un regime di vita che non è eccessivo definire contrario al principio di umanità“.

I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito 35 misure cautelari, di cui 10 in carcere: i reati contestati sono torture e sequestro di persona ai danni di malati psichiatrici, maltrattamenti, truffa aggravata e corruzione.

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