Covid-19, non solo polmoni: quest’uomo non ha potuto farlo per due mesi, ecco perché

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L’infezione da Covid-19 è molto temuta non solo per le conseguenze che può provocare dal punto di vista respiratorio. 

In alcuni casi, infatti, sono stati segnalati problemi anche a carico di altri organi o zone del corpo in quel periodo che viene normalmente definito come “long Covid”, ovvero quando il paziente guarito dalla malattia continua a manifestare sintomi legati proprio all’infezione.

Tra questi c’è anche l’ipercoagulabilità del sangue, che può scatenare trombosi sia nel sistema arterioso che in quello venoso.

covid pene trombosi

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Uno degli episodi più singolari è quello che vede come protagonista un uomo di 41 anni che presentava una trombosi venosa dorsale profonda del pene. Il paziente, sposato, ha lamentato un dolore molto intenso in occasione dell’erezione avuta durante il primo rapporto successivo alla positività al Covid-19.

Fortunatamente il 41enne ha contratto il coronavirus in maniera lieve, con solo un po’ di febbre, tosse e dolori muscolari.

Il dolore è sparito dopo due mesi dall’inizio del trattamento

Il dolore al pene ha rappresentato la vera e propria criticità causata dall’infezione: l’uomo non aveva mai avuto traumi nella zona pelvica, non ha usato farmaci vasocostrittori né anticoagulanti o corticosteroidi.

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I medici hanno provveduto ad effettuare le opportune indagini ecografiche che hanno evidenziato una trombosi della vena peniena dorsale profonda. Al contrario, la vena peniena dorsale superficiale, le vene iliache e la vena cava inferiore apparivano assolutamente intatte.

Gli specialisti hanno quindi trattato il paziente con il Rivaroxaban, un anticoagulante utilizzato proprio nelle situazioni di tromboembolismo venoso. Il 41enne ha cominciato a non avvertire più dolore all’incirca dopo due mesi dall’inizio del trattamento.

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