Rayan non ce l’ha fatta: morto il bimbo precipitato nel pozzo. Le analogie con la vicenda di Alfredino Rampi

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Ha suscitato grande commozione la notizia della morte del piccolo Rayan, caduto in un pozzo profondo 32 metri e deceduto per le ferite riportate. 

Si è passati rapidamente dall’enorme gioia al dolore più profondo: poco dopo le nove di sera, dopo quattro giorni e quattro notti di tentativi, Rayan era stato finalmente raggiunto dai soccorritori, che hanno provveduto a tirarlo fuori avvolto in un lenzuolo giallo.

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Ma purtroppo la corsa dell’ambulanza verso l’elicottero che doveva portarlo in ospedale si è rivelata vana. “Rayan è morto per le ferite riportate durante la caduta”, si legge nel comunicato della Casa Reale del Marocco.

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Una vicenda, quella del bimbo marocchino, che ha tenuto con il fiato sospeso anche gli italiani, che hanno inevitabilmente rivissuto il dramma di Alfredino Rampi, caduto in un pozzo artesiano nei pressi di Frascati il 10 giugno 1981.

Anche con Rayan, proprio come avvenne con Alfredino, i soccorritori hanno fatto ogni tentativo per provare a raggiungere il piccolo di soli 5 anni (stessa età di Rampi, che ne avrebbe compiuti sei dopo pochi giorni) precipitato nel pozzo.

La tragedia di Rayan e quelle somiglianze con Alfredino

Anche a Ighrane, un villaggio di 500 persone sulle montagne del Rif, nel nord del Marocco, si è radunata una grande folla in preghiera, proprio come accaduto nel 1981 in località Selvotta. Gli ostacoli per arrivare a Rayan, come ad esempio una roccia di tre metri, parevano similari a quelli che resero complicatissimo raggiungere Alfredino.

Giovedì Rayan piangeva e respirava: lo ha confermato l’uomo che si è calato nel pozzo arrivando fino a sei metri dal piccolo, proprio come aveva fatto il tipografo trentaseienne Angelo Licheri, di origine sarda, piccolo di statura e molto magro, che chiese e ottenne di farsi calare nel pozzo per provare a salvare Alfredino.

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Si è infine deciso di scavare di lato con sei scavatrici per arrivare alla stessa profondità del bambino. Sul fondo, i perforatori avanzavano a circa 20 centimetri all’ora, fino ad arrivare a Rayan. A differenza di quanto accadde nel 1981, il bimbo viene raggiunto ed estratto dal pozzo. Ma la gioia, purtroppo, durerà molto poco.

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