Addio a Fausto Cigliani, maestro della chitarra e della canzone napoletana: ecco chi è stato

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È morto ieri, 17 Febbraio, un grande musicista, considerato l’ultimo maestro della musica napoletana. Si tratta di Fausto Cigliani, chitarrista dalla voce morbida che nel ’64 presentò il brano ‘E se domani’ -di Carlo Alberto Rossi e Giorgio Calabrese- uno dei successi più grandi di Mina.

Aveva da poco compiuto 85 anni ed è morto a Roma, dove viveva ormai da tempo. Era ricoverato al Policlinico Gemelli a causa di complicanze legate ad un problema ai reni che lo affliggeva da tempo. Cigliani è stato autore e chitarrista molto popolare tra gli anni ’50 e ’60 rimasto attivo sulla scena fino a pochi anni fa.

Fausto Cigliani è nato a Napoli nel 1937; perse il padre -comandante dei vigili urbani- nel 1952, a soli 15 anni. Fin da bambino aveva coltivato la passione per il canto, seguita con difficoltà a causa di gravi crisi asmatiche, guaritesi nel tempo. Dopo la morte del padre un compagno di scuola gli regala la sua prima chitarra, ed è amore a prima vista.

La chitarra, insieme al canto, diventa così la sua inseparabile compagna . Dopo la partecipazione a diversi programmi radiofonici Rai, nel 1959 vince il Festival di Napoli insieme a Teddy Reno con ‘Sarrà chi sà’, scritta da Roberto Murolo; lo stesso anno partecipa al Festival di Sanremo, portando in finale con Nilla Pizzi la canzone ‘Sempre con te’, composta nuovamente da Roberto Murolo.

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Nel 1964 sale nuovamente sul palco dell’Ariston con ‘E se domani’, futuro successo di Mina, e nel 1967 arriva in finale a ‘Canzonissima’. Negli anni ’50, grazie anche alla sua bella presenza, si è conquistato grande visibilità grazie alla partecipazione a diversi film del grande schermo: ‘Classe di ferro’ di Turi Vasile, ‘Guardia, ladro e cameriera’ diretto da Steno, ‘Ragazzi della marina’ di Francesco De Robertis e il più famoso ‘Cerasella’ di Raffaello Matarazzo.

Sue anche le musiche di diversi film: è la sua chitarra a suonare in ‘Identificazione di una donna’ di Michelangelo Antonioni, per esempio. Dopo gli anni ’60 ha lottato contro il declino della canzone napoletana, lavorando assiduamente insieme al collega chitarrista Mario Gangi.

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I due hanno inciso tantissimo insieme, dai 78, 33 e 45 giri ai moderni cd di classici napoletani, usciti fino ai primi anni 2000. Nel 2009 John Turturro lo aveva voluto come interprete di ‘Marzo’ ai piedi del Caravaggio al Pio Monte della Misericordia.

Nel 2015 il sindaco di Napoli Luigi de Magistris gli aveva conferito, in occasione dei sessant’anni di carriera, la medaglia della città e una targa con scritto: “In segno di profonda stima e ammirazione per il suo ruolo di ambasciatore della musica napoletana nel mondo“.

Poco dopo il grande maestro aveva deciso di appendere la chitarra al chiodo dopo un concerto al teatro Trianon, quando si rese conto di faticare nel suonare la chitarra e di avere qualche problema di memoria.

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