“Non sono antisemita ma…”: la candidata – cospirazionista con Michetti non ritratta

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francesca benevento

Non si è fatta attendere la presa di posizione di Enrico Michetti, candidato del centrodestra a Roma, che ha subito rimarcato le distanze dalla candidata no-vax Francesca Benevento.

“Le frasi pronunciate da Benevento sono gravi e prendiamo le distanze. Prendiamo le distanze e prenderemo i dovuti provvedimenti. Ci sarà un confronto con lei ma non anticipo la sentenza”, ha detto Michetti a margine della presentazione della lista, in cui era presente anche la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Nonostante ciò, Francesca Benevento – candidata nella lista civica a sostegno di Enrico Michetti – non ritratta e tira dritto, mantenendo fede alle posizioni complottiste sia in merito al Covid-19 che nei riguardi del ministro della Salute, Roberto Speranza.

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Specialmente su Speranza l’ex consigliera uscente al XII Municipio (con il M5S, ndr) ha usato parole forti, etichettandolo come “ebreo askenazita formato dalla McKinsey”. 

Raggiunta dall’Adnkronos su Telegram, la candidata no-vax ha risposto così: “Non sono antisemita, ma dovete pur scrivere qualcosa, altrimenti come guadagnate lo stipendio?”.

“I poteri bancari mondiali sono nelle mani di famiglie ebree”

Da una parte Michetti ha spiegato di non riuscire a rintracciare Francesca Benevento, ma la candidata ex grillina racconta un’altra versione.

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“Mi hanno detto che mi avrebbe chiamato Michetti, dopodiché, invece, hanno detto che aveva una lunga riunione. Non ha quindi voluto parlare con me nonostante io lo avessi cercato – le parole della Benevento, che poi ne ha anche per i giornalisti – Ipocriti lecchini servi del potere, corrotti come i politici al soldo di Big Pharma”.

Sulle accuse di antisemitismo, la candidata no-vax ha tenuto a fare delle ulteriori precisazioni: “Appare normale poter affermare che i poteri bancari mondiali siano nelle mani di famiglie ebree – le sue parole – Questi sono dati di fatto storico-economici che nulla hanno a vedere con pensieri o epiteti razzisti”.

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