Uccide un bimbo a coltellate e pubblica le foto: caccia al killer 19enne

By | 08/03/2017
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Choc in Germania, dove lunedì sera un 19enne ha ucciso a coltellate un bambino di 9 anni e pubblicato on-line le foto del delitto. Marcel Hesse un diciannovenne di Herne, vicino Bochum, ha ammazzato un bambino che abitava nella casa accanto alla sua e poi ha caricato le foto che testimoniavano il delitto nel “darknet”, il “lato oscuro” delweb, ormai usato per lo scambio di materiale illegale, ma in origine nato per proteggere i dissidenti politici.
In questo “Internet illegale”, il 19enne avrebbe chattato prima e dopo il delitto e proprio grazie alla segnalazione di un altro “utente”, la polizia ha potuto trovare il piccolo cadavere in una casetta a schiera della Fleitbstrasse, nel quartiere operaio della città. Pare che l’altro cybernauta si fosse imbattuto nelle parole di Marcel, che probabilmente riteneva deliranti, finché ha visto le foto del cadavere del piccolo e ha chiesto all’assassino dove lo avesse ucciso.

A quel punto, l’utente avrebbe avvisato la polizia e fatto scattare la caccia all’uomo, anche se Marcel avrebbe annunciato intenzioni suicide. MarcelHesse, l’assassino
Il 19enne è disoccupato e abita da solo, i genitori si sono traferiti da pochi mesi. I vicini dicono che «non era un tipo da farsi notare», a parte la fissazione «di vestire sempre abiti militari». Qualcuno ipotizza che alle scuole sia stato bullizzato, ma nessuno ha informazioni dirette.

Gli inquirenti raccontano che nelle foto si vede Marcel in tenuta da guerra, con un’espressione arrogante, quasi di sfida, accanto al cadavere del ragazzino di 9 anni. «Immagini raccapriccianti», riferisce chi ha visto le foto. In un primo momento si era
perfino parlato di un video di tutte le fasi dell’agghiacciante delitto, invece ieri sera la polizia tedesca ha smentito, rivelando che si è sempre trattato di fotografie del cadavere.

Il ministro degli Interni del Land del Nord-Reno Vestfalia, Ralf Jaeger, ha lanciato un appello: «Chiediamo che queste immagini non vengano ulteriormente diffuse». Per rispetto dei familiari del bimbo ucciso, ma anche per evitare che possano provocare terribili emulazioni. Un appello che sembrerebbe essere arrivato tardi: perché già in serata le immagini choc circolavano nella rete internet “normale”.

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