Matt Damon svela come Clooney gli ha detto dei gemelli

By | 16/02/2017
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Beyoncé non è la sola superstar ad aspettare una coppia di gemelli», ha annunciato a sorpresa giovedì scorso la presentatrice Julie Chen durante la trasmissione televisiva The Talk. «Congratulazioni a George e Amal: abbiamo saputo che i loro gemelli arriveranno a giugno». Finalmente la bella notizia può essere strombazzata ai quattro venti: George Clooney, per anni il più famoso scapolone di Hollywood, sta per diventare papà.

L’indiscrezione era trapelata un mese fa quando l’aveva pubblicata il Daily Star di Beirut citando come fonte una persona amica della famiglia di Amal, la splendida avvocatessa esperta di diritti umani che tre anni fa fece perdere la testa alla star di Hollywood.
Nel giro di un anno George la sposò in un sontuoso matrimonio veneziano celebrato dal suo amico Walter Veltroni. Da allora tutti i giornali del mondo sono andati a nozze scrivendone di tutti i colori: un matrimonio fatto d’interessi, un’unione destinata a fallire, liti e divorzio imminente. Vendita di casa sul lago di Como, lamantele dei vicini per l’acquisto di una proprietà del Seicento a un’ora da Londra.

Ma quali vicini se la villa è su un’isola del Tamigi? Ma ci vuole proprio tanto a vedere la potenza dell’amore? Nessuno voleva credere che George fosse veramente innamorato e che Amal avesse sempre avuto una grande ammirazione per la star di Hollywood, l’uomo che aveva bussato alle porte dei politici europei per farsi concedere l’acquisto di elicotteri da guerra (unica arma per difendere i profughi del Sudan dalla milizia rivoluzionaria). La loro storia d’amore è ora pronta a rimpiazzare una che sembrava perfetta, quella di Brad Pitt e Angelina Jolie.

«Ho pianto di gioia quando George mi ha detto che Amal era incinta», mi dice Matt Damon quando lo incontro il giorno dopo l’annuncio in tv. Matt sta promuovendo il suo ultimo spettacolare film d’azione, The Great Wall, una colossale produzione cinese/americana da 150 milioni di dollari su una delle tante leggende della storica muraglia cinese. Matt fa la parte di un occidentale mercenario a caccia di polvere da sparo che rimane coinvolto
in un’eroica battaglia tra l’esercito cinese e le forze del male che attaccano la Grande Muraglia. «Puoi pensare a questo film come una grande metafora dei nostri tempi. Ci sono avidità e muri ai confini», dice.

Non cambiare discorso Matt, raccontami di George. «L’autunno scorso stavamo girando Suburbicon, che George ha diretto. Durante una pausa, George mi ha preso da parte e mi ha detto: “Amai è incinta”. Ero cosi felice per lui che mi sono quasi messo a piangere. “Da quanto?”, gli ho chiesto. “Da otto settimane”, ha risposto. “Otto settimane? Ma sei matto George? L’hai detto a qualcuno?”, gli ho chiesto ansioso. “No, tu sei il primo”, ha risposto. “Non lo dire più a nessun altro. A nessuno, George! Non sai la regola delle 12 settimane? Devi aspettare, George!”, gli ho consigliato. George non sapeva che una gravidanza per essere sicura deve entrare nel secondo trimestre. E come poteva?», ride di gusto Matt. George e Matt sono grandi amici da 15 anni, dai tempi di Oceans Eleven. George è padrino delle figlie di Matt.

Il film che hanno appena girato è una sceneggiatura dei fratelli Coen, i quali hanno voluto affidare la regia a George. Continua Damon: «Qualche tempo dopo gli ho chesto: “Tutto a posto George? Amal sta bene?”. “Tutto ok!”, mi ha detto lui. Sono così felice per loro due. Amal è una donna straordinaria, splendida dentro e fuori, e si meritano questa grande felicità».

 Matt, tu che hai tre figlie, hai dei consigli per George? «Ma noi le abbiamo avute una alla volta, mica due insieme!», precisa l’attore, ridendo di gusto. «Lui avrà due gemelli e sarà divertente immaginarlo quando uno smette di piangere e l’altro comincia. Ancora non ci posso credere che tra qualche mese George e Amal avranno due bambini per casa, ma sono sicuro che come genitori se la caveranno alla grande. George è molto affettuoso, sarà un grande padre e Amal una madre fantastica. Quei due sono bambini fortunati».