Rapita Unicka, l’erede di Varenne: Il suo valore stimato è 2 milioni di euro

By | 08/03/2017
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Nell’antico west, dalla parte dei cowboys, a volte si perdonavano le sparatorie nei saloon ma i ladri di cavalli venivano impiccati sulla pubblica piazza, per non dire della parte degli indiani dove era proprio impensabile che qualcuno ne rubasse uno, altrimenti ci pensava Manitou, e se non ci pensava lui ecco che la tribù lo impalava. Bei Tempi. Ci andavano piano e prima di rischiare, anche un uomo malvagio ci doveva pensare su più e più volte.

Invece, l’altra notte, qualcuno ha rapito la campionessa Unicka e il promettente Vampire Dany dalle loro scuderie in Toscana, a Staffoli. «Un durissimo colpo -come recita l’appassionato comunicato dei coniugi Lami, proprietari della Scuderia Wave e di entrambi i trottatori – per tutti noi e per l’intero, meraviglioso mondo dell’ippica». Unicka è la campionessa che, anche grazie a scelte di amore e in parte d’indovinato marketing (non sempre le due cose sono in contrasto), oltre a vincere tredici delle quindici gare disputate (tra cui il Derby, evento raro per una femmina) e guadagnare circa 600mila euro (cosa importantissima anche per un futuro da fattrice, tanto che il suo valore si potrebbe stimare in 2 milioni di euro) era riuscita, con il suo mantello biondo, la criniera d’oro, quell’inconfondibile stella bianca in fronte e quell’andatura speciale ma spontanea, a bucare il muro di diffidenza, abbandono, trascuratezza e ignoranza che troppo spesso esiste – anche e forse soprattutto per colpa degli stessi ippici o almeno per certi di loro – tra il mondo delle corse e il mondo esterno.

Oggi torna in copertina, insieme al più giovane (di un anno) e Vampire Dany, per qualcosa di

bruttissimo e angosciante. Un rapimento che ha fatto e farà notizia e che è stato affrontato dai media con insolita attenzione, perché è vero che è colpa dell’ippica il non sapersi vendere e raccontare per le tante storie belle – straordinarie e di tutti i giorni – che l’attraversano, ma è altrettanto vero che ancora più colpevolmente stampa e tv sono sempre pronte a cavalcarne gli scandali ma quasi mai a cantarne colori e passioni e neppure, tanto per dirne un’altra, a denunciare i gravissimi ritardi che lo Stato sta avendo nel pagamento dei premi alle scuderie.

Il modo in cui è avvenuto il rapimento – cominciando dal dover riconoscere Uni- cka e Vampire in piena notte nei box ma soprattutto dal muoversi con sicurezza aggirando sistemi di allarme e caricando i due cavalli senza scatenarli – lascia comunque pensare a qualcuno dell’ambiente e forse addirittura a un basista. Questo dei due puledri dei coniugi Lami non è certo il primo – e purtroppo non sarà l’ultimo – rapimento di campioni del trotto e del galoppo. Il più famoso – nonché il più triste dato che del cavallo non si è più saputo nulla, né quando poteva essere ancora vivo né da morto – fu quello del purosangue Shergar, che dopo aver vinto il leggendario Derby di Epsom per la scuderia dell’Aga Khan, sparì in Irlanda si dice addirittura per mano dell’Ira che, peraltro, non rivendicò mai l’episodio.

Anche in Italia abbiamo precedenti clamorosi: dal trottatore americano Wayne Eden che venne rilasciato dopo il pagamento di un riscatto e tornò a vincere in pista al campione indigeno Lemon Dra, fenomenale anche in razza ma letteralmente scomparso 10 anni fa dall’allevamento di Noceto dove funzionava come stallone, passando per la galoppatrice Carnauba (rapita a San Siro, forse per un dispetto al proprietario, e poi ritrovata quattro mesi più tardi dai Carabinieri giusto in tempo per salvarla in un macello di Paderno Dugnano), per il celebre Igle- sias, allevato ad Assisi da un frate e per lo sfortunato ma fortissimo Equinox Bi che prima di fratturarsi seppe vincere – orfano di madre e cieco da un occhio – una classica americana e poi, riportato in Italia, venne appunto rapito vicino a Venezia e poi ritrovato dopo 40 giorni nelle Marche.

Non mancano nemmeno i casi in cui i rapiti sono riapparsi dopo che l’assicurazione aveva pagato e ancor più tristemente esistono numerosi episodi in cui i cavalli sono stati rapiti per venire poi sfruttati nel circuito malavitoso delle corse clandestine, anche su strada. Non resta che sperare per Vampire e per la bella Unicka, un lieto fine di questa favola purtroppo interrotta da qualche orco. E imparare ancora una volta, quanto, il più delle volte, sia l’uomo la vera bestia.