Orrore nella Roma bene “Ho fatto a pezzi mia sorella Mi trattava da ragazzino”

By | 17/08/2017
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Il giallo delle gambe ritrovate la sera di Ferragosto in un cassonetto ai Parioli, quartiere bene di Roma nord, è già stato risolto. La sezione Omicidi della Squadra Mobile ha trovato in poche ore il primo sospettato, Maurizio Diotallevi, 62 anni, che (dopo una notte in questura) ieri pomeriggio ha confessato davanti al pm di avere ucciso la sorella Nicoletta, collaboratrice domestica di 59 anni, con la quale l’uomo abitava nell’appartamento di famiglia al quartiere Flaminio. Il movente non è da cercare solo nei problemi economici della famiglia, come ha spiegato disperato lo stesso omicida ai poliziotti diretti da Andrea Di Giannatonio, «Nicoletta mi trattava come un inetto, non ce la facevo più a sopportare le sue prepotenze e la capacità che avevak, ogni giorno, di umiliarmi».

I soldi sono un elemento importante ma non il fulcro di questa relazione spezzata. Nessuno sapeva dei pesanti dissidi tra Maurizio e Nicoletta, neppure la sorella minore, di54 anni, che l’altro ieri aveva denunciato la scomparsa della colf proprio su input di Maurizio. Per Nicoletta la gestione del denaro, stando alla ricostruzione dell’omicida, era solo il mezzo per far vedere chi comandasse in casa. Perché, nonostante i due fratelli avessero dedicato parte dell’appartamento che dividevano in via Guido Reni 22 a un Bed&Breakfast, i guadagni finivano tutti nelle tasche della 58enne, che poi dava «una paghetta» al fratello maggiore, da sempre in balìa di lavoretti precari e con un passato sentimentale fallimentare alle spalle. Perfino gli alimenti per contribuire al mantenimento del figlio adolescente, rimasto con la sua ex compagna, arrivavano dal borsellino di Nicoletta. Nel pieno della sua confessione, l’uomo ha indicato dove ritrovare la parte mancante del cadavere della sorella, in un cassonetto dell’immondizia di fronte casa. Avrebbe voluto arrivare più lontano, ma Maurizio, dopo avere strangolato la donna – nel pomeriggio del 14 agosto – si sarebbe procurato dei sacchi neri dell’immondizia per disfarsi del corpo, accorgendosi di non farcela a sollevare la donna, anche se minuta.

Magra e alta appena un metro e 65, il 62enne ha preso la sega che teneva nella cassetta degli attrezzi e ha reciso le gambe della sorella, all’altezza dell’inguine. Chiusi gli arti in un sacco nero, dopo averli avvolti con lo scotch da imballaggio per tenerli fermi, li ha caricati in auto (la 600 grigia della vittima) e all’1.30 di notte ha gettato il sacco nero in un cassonetto di via Maresciallo Pilsudsky. Poi ha cercato un bidone della spazzatura più «facile», intercettando proprio sotto casa un cassonetto “sdraiatao ”. E lì ha infilato la parte superiore del corpo della sorella, il busto, la tesa e le braccia. Tutto unito, tutto troppo pesante per essere trascinato più lontano e sollevato. Infine Maurizio è tornato a casa, nei cento metri quadrati che erano stati teatro della barbara esecuzione di una sorella ingombrante, petulante, prepotente, ma che ha trovato la più atroce delle morti.

L’attività investigativa della polizia romana è scattata alle 20 della sera di Ferragosto, 19 ore dopo che l’omicida si era disfatto del corpo. Una zingara stava setacciando i cassonetti intorno a piazza Euclide in cerca di “tesoro”, ma con il ferro che stava usando per spostare gli oggetti di poco conto, ha agganciato il sacco nero che conteneva le gambe di Nicoletta. La plastica si è squartata al primo tocco e la nomade è corsa sotto choc al commissariato. Da lì è partita la chiamata alle Volanti del Pronto Intervento di Massimo Improta, che arrivate sul posto hanno coinvolto la Squadra Mobile, in questi giorni retta proprio da Di Giannantonio, vice dirigente e capo della sezione Omicidi.

Il primo passo è stato verificare le denunce di donne scomparse e cercare telecamere funzionanti in zona. Nei filmati immortalati di fronte al cassonetto dell’orrore, la notte del 14 agosto si è visto un uo mo scendere una 600 e gettare qualcosa. Nel frattempo, gli investigatori avevano trovato la segnalazione della scomparsa di una donna di 58 anni, alta un metro e 65 (proprio come il medico legale pensava che fosse alta la vittima dall’esame degli arti), proprietaria di una Fiat 600.Di Giannatonio ha mandato subito una squadra all’indirizzo di Nicoletta e un agente ha notato un uomo vagare a piedi (intorno a mezzanotte) in via Guido Reni: un uomo simile a quello ripreso dalle immagini. Alla richiesta dei documenti, il cognome coincidente con quello della donna scomparsa ha fatto capire agli investigatori che la direzione era quella giusta. Portato in questura, di fronte alle domande incalzanti, Maurizio Diotallevi ha smesso di negare e ha confessato il delitto, indicando il secondo cassonetto, dove trovare il resto del cadavere di Nicoletta. Il Pm Marcello Cascini ha disposto il fermo, tra oggi e domani è attesa la convalida del gip.

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