Alfano scioglie il nuovo centro destra, Lucci con il carro funebre inscena il funerale di Ncd

By | 19/03/2017
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Con un Pd che vira a sinistra e Forza Italia che si allea con i lepenisti, «al centro resta una prateria e quella è la nostra zona di gioco», dice Angelino Affano. In una sala congressi del centro che più centro di Roma non si può, il ministro degli Esteri ha appena archiviato la sua creatura, Ned, nata tre anni e mezzo fa, per fondarne una nuova: Alternativa Popolare, che ha come logo un cerchio blu e un cuore giallo che rassicura, ricorda un gelato.

Lo slogan recita: “Il coraggio di costruire insieme” e sul palco, via via, si alternano interventi di ministri, parlamentari, consiglieri regionali, sindaci, amministratori, giovani. Alla fine si vota per alzata di mano e nasce ufficialmente Ap, che non ha più la parola destra nel nome e neppure il termine «nuovo», manon vuole essere qualcosa di vintage, precisa il leader, che non nasconde di «avere voluto dare a questo nostro figlio il nome di nostro padre, cioè il popolarismo».

Il progetto a cui gli alfaniani tendono è quello di una Unione dei liberali, popolari, moderati e anche un po’ conservatori perché, spiega l’ex delfino di Silvio Berlusconi, «in Italia c’è tanto da costruire, ma anche tanto da conservare». La casa è quella del Ppe (presente ieri il suo fondatore italiano, il 94enne Dario Antoniozzi), quindi, niente raspe, niente vaffa, stop ai populismi e ai giustizialismi: Alternativa popolare non rinnega l’esperienza di governo nella vecchia veste di Nuovo centrodestra, ma ora guarda avanti e sul tema delle alleanze ha le idee chiare, specie con la legge elettorale in corso, proporzionale con i correttivi della Consulta. «Andremo da soli», dichiara il titolare della Farnesina, «saranno gli altri a venirci a cercare perché non avranno i numeri per governare». Poi, certo, un conto è a livello nazionale, un altro è l’ambito locale. I due sistemi, insomma, «possono convivere».

Non è un mistero che l’ex ministro degli Interni guardi con interesse a Stefano Parisi e alle sue Energie per l’Italia, ma anche ai Centristi per l’Europa di Pier Ferdinando Casini (suoi emissari erano in sala) e ai Civici Innovatori ex mondani, mentre i Moderati di Giacomo Portas, che ieri era tra gli ospiti, hanno fatto sapere di voler rimanere con il Pd. Battesimo del fuoco per Ap sarà l’8 aprile quando potrebbe essere organizzata la prima kermesse federativa, preludio a una vera federazione centrista il cui leader sarà scelto con le primarie, come piace a Raffaele Fitto, a Matteo Salvini e a Giorgia Meloni. Lega e Fratelli d’Italia, però, bocciano subito il neonato movimento. «Il nuovo partito di Alfano: Alternativa (alla volontà) Popolare», ha twittato la Meloni.

«Il cambio del nome è solo una garanzia per tenersi la poltrona», le ha fatto eco Barbara Saltamartini di Noi con Salvini. E se Berlusconi giura che il centrodestra resterà unito, tra gli azzurri c’è chi critica la mossa dell’ex pupillo Angelino.

Ci credono, invece, i ministri Beatrice Lorenzin (Salute), Enrico Costa (Affari Regionali con delega alla Famiglia), molto applauditi nei rispettivi interventi, come Fabrizio Cicchitto, Roberto Formigoni, Maurizio Sacconi, Gianni Sammarco e tanti altri ex pi- diellini. Per la senatrice Laura Bianconi la creatura politica appena nata «è di fatto una Balena bianca 2.0» e Maurizio Lupi, di solito pronto allo scherzo, non ha gradito affatto il «fiinerale» inscenato dall’exlena Maurizio Lucci, oggi in Rai con il programma Nemo. «Io sono per l’ironia e la comicità», ha detto Lupi dal palco, «ma quello che è avvenuto da parte del servizio pubblico oggi (ieri, ndr) è una vergogna rispetto a una proposta politica che ha la sua dignità e la sua voglia e forza di farsi misurare dai cittadini».

Durante l’assemblea nazionale dei centristi, l’ex Iena ha anche provato a fare una domanda ad Angelino Alfano. Che, tra i brusii e le proteste della sala, lo ha duramente attaccato: “Non parlo in astratto. Quando vi dico che abbiamo tutti i gruppi editoriali contro… anche questo risponde a un editore”.

“Facci lavorare”. La platea di Alternativa popolare non l’ha presa benissimo quando Lucci, ora co-conduttore di Nemo su Rai2, ha interrotto il discorso di Alfano. “Con questa legge elettorale io propongo di andare avanti da soli perché alla fine ci cercheranno gli altri, non li cercheremo noi – stava dicendo il ministro degli Esteri – agli altri diremo ‘avete fatto i fenomeni’ e ora questo è il nostro programma”.

 L’ex Iena è stata, quindi, scortata via dal servizio di sicurezza che era presente in platea (guarda il video). E, mentri questi lo stavano portando via, Alfano gli ha detto: “Mica chiediamo a loro il consenso, ma quantomeno l’ascolto, cioè farci lavorare in pace. Stiamo facendo qualcosa di serio – ha concluso Alfano – e crediamo di meritare il rispetto a casa nostra, anche perché questa sala la stiamo pagando noi”.