Lamezia, omicidio Pagliuso: accusato il presunto killer Marco Gallo

“Fare l’avvocato in questo territorio non e’ facile: ho lavorato quasi 30 anni in provincia di Reggio Calabria e in 30 anni ne ho visto uccidere 6-7”.

Svolta nelle indagini sull’omicidio dell’avvocato Francesco Pagliuso freddato a colpi di pistola la sera del 9 agosto 2016 davanti alla sua abitazione di Lamezia Terme.

Il movente. Gratteri e Bombardieri hanno poi evidenziato il fatto che a carico di Marco Gallo è stata contestata anche l’aggravante di aver commesso il delitto Pagliuso per favorire un’organizzazione mafiosa, confermando come “l’omicidiodell’avvocato lametino può essere inquadrato in un contesto di ‘ndrangheta e inserito nell’ambito dello scontro in atto tra le famiglie Mezzatesta e Scalise”. Poi, la concorrenza e’ spietata, ci sono troppi avvocati, non molti ma troppi, che fanno penale, i clienti – ha rilevato il procuratore della Direzione distrettuale antimafia – sono sempre meno rispettosi e ossequiosi, sono più scostumati degli ‘ndranghetisti di 50 anni fa perché molti fanno uso di droga o si sentono onnipotenti perché hanno molti soldi. Fare l’avvocato diventa sempre più difficile e sempre più pericoloso. La redazione, pertanto, non è da considerarsi necessariamente in linea con gli stessi. “Sono queste le indagini che mi piacciono e il livello probatorio che richiedo – ha detto Gratteri – perché i miei collaboratori sono riusciti a chiedere ed ottenere dal gip una ordinanza di custodia cautelare non su gravi indizi di colpevolezza ma su vere e proprie prove della responsabilità penale dell’indagato”. “E devo sottolineare la determinazione e la convinzione delle forze dell’ordine sul fatto che saremmo riusciti a trovare il “filo di Arianna” che ci ha portato a questo risultato, che – ha concluso Gratteri – e’ un altro capolavoro di tecnica di indagine”.

Anche il procuratore aggiunto, Giovanni Bombardieri, ha sottolineato “l’enorme sforzo investigativo profuso sull’omicidiodell’avvocato Pagliuso”.

A confessare il duplice omicidio, qualche mese più tardi, fu Domenico Mezzatesta (fratello di Gregorio), difeso proprio dall’avvocato Pagliuso, il quale lo avrebbe convinto a confessare tutto. “Gallo – ha proseguito – nei giorni precedenti e la sera dell’omicidio, si trovava nei pressi del luogo dove è avvenuto l’omicidio”. “Importantissime comunque – ha rivelato il procuratore – sono state anche le indagini sull’omicidio di Gregorio Mezzatesta, dalle quali abbiamo sviluppato “a raggiera” approfondimenti che si sono rivelati fondamentali, perche’ abbiamo potuto verificare i collegamenti e i contatti di Gallo”. Cosi’ come – ha rivelato Gratteri – dalle indagini è emerso il rapporto sempre più stretto, “non solo professionale ma anche personale“, che nel corso di un anno si sarebbe consolidato tra Gallo e la famiglia Scalise.

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