Le operazioni chirurgiche, soprattutto le più delicate, seguono un protocollo rigido e meticoloso che parte molto prima della preparazione dell’intervento. Proprio per questo sta suscitando enorme scalpore in Kenya l’incredibile vicenda di un neurochirurgo del Kenyatta National Hospital di Nairobi che, incaricato di rimuovere un coagulo dal cervello di un paziente, ha aperto la testa della persona sbagliata, ovvero di un’altra persona che era stata ricoverata per un più innocuo ematoma intracranico.

A diffondere la notizia è il quotidiano kenyota Daily Nation, secondo il quale il clamoroso errore sarebbe dovuto allo scambio delle etichette di riconoscimento dei due pazienti. Nessuno, però, ha ancora capito come tale scambio sia avvenuto. Né è ancora chiaro se la responsabilità principale dell’incidente sia del team medico o delle infermiere (in particolare quelle delegate all’accoglienza che si sono materialmente occupate delle etichette), che nel frattempo si accusano a vicenda.

Il neurochirurgo, che è stato sospeso insieme all’anestesista e alle infermiere presenti con lui in sala operatoria, si sarebbe accorto di avere sotto i ferri la persona sbagliata solo dopo due ore di intervento, cioè una volta resosi conto che nel cervello del malcapitato non era presente nessun coagulo.

Elizabeth Merab, l’autrice dell’articolo, racconta inoltre di essere stata allontanata con la forza dall’ospedale dopo esservisi presentata per porre alcune domande allo staff sull’accaduto.

Quel che è certo è che i due pazienti, dei quali non sono state rese note le generalità, erano giunti nel reparto già sedati, e quindi l’unico modo che aveva il chirurgo per identificarli erano le etichette. Non solo, la persona operata per errore era stata portata nel reparto accompagnata dalla cartella clinica dell’altro paziente, che conteneva quindi una radiografia che testimoniava la presenza del coagulo.

Si tratterebbe, ad ogni modo, di una storia a lieto fine: non solo entrambi i pazienti starebbero bene, scrive il quotidiano kenyota, ma quello che doveva subire l’operazione ora non ne avrebbe più bisogno in quanto il coagulo si sarebbe dissolto da solo.

Lo scambio di paziente è solo l’ultima controversia che ha interessato l’ospedale in queste ultime settimane. Lo scorso gennaio sui social media erano circolate accuse di stupri e molestie sessuali perpetrati sulle pazienti da alcuni membri del personale medico. Lo scorso 20 febbraio, invece, una donna era stata arrestata per aver tentato di rapire un bambino dal reparto maternità, pare su commissione.

Operare il paziente corretto ed il sito corretto

L’errata identificazione dei pazienti o del sito chirurgico è un evento avverso poco frequente, ma quando si verifica può provocare gravi conseguenze al paziente e compromettere seriamente la fiducia dei cittadini nei confronti dei professionisti e dell’intero sistema sanitario. – Le direzioni delle strutture sanitarie devono adottare una politica aziendale proattiva per la corretta identificazione dei pazienti, del sito e della procedura. – La strategia aziendale per la corretta identificazione dei pazienti, del sito e della procedura deve essere formalizzata dalla direzione aziendale con procedura scritta e deve comprendere il monitoraggio dell’implementazione, anche tramite verifica della documentazione clinica o di sala operatoria (ad esempio consenso informato, checklist operatoria). – La procedura aziendale per la corretta identificazione dei pazienti, del sito e della procedura deve contenere i principi e le raccomandazioni indicate nella Raccomandazione del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali n.3 per la corretta identificazione dei pazienti, del sito e della procedura (La raccomandazione è disponibile sul sito http://www.ministerosalute.it/qualita/qualita.jsp), che verrà aggiornata secondo quanto previsto, anche sulla base delle nuove indicazioni ed evidenze disponibili.

Prevenire la ritenzione di materiale estraneo nel sito chirurgico La ritenzione di materiale estraneo all’interno del sito chirurgico può causare gravi danni ai pazienti, quali infezioni, reintervento chirurgico, perforazione intestinale, fistola o ostruzione e morte. – Le direzioni delle strutture sanitarie devono adottare una politica aziendale proattiva per la prevenzione della ritenzione di garze, strumenti o altro materiale all’interno del sito chirurgico. – La strategia aziendale per la prevenzione della ritenzione di garze, strumenti o altro materiale all’interno del sito chirurgico deve essere formalizzata dalla direzione aziendale con procedura scritta e deve comprendere il monitoraggio dell’implementazione, anche tramite verifica della documentazione clinica o di sala operatoria. – La procedura aziendale per la prevenzione della ritenzione di garze, strumenti o altro materiale all’interno del sito chirurgico deve contenere i principi e le raccomandazioni indicate nella Raccomandazione del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali per prevenire la ritenzione di garze, strumenti o altro materiale all’interno del sito chirurgico. Raccomandazione n. 2 – Marzo 2008 disponibile sul sito http://www.ministerosalute.it/qualita/qualita.jsp, che verrà aggiornata secondo quanto previsto, anche sulla base delle nuove indicazioni ed evidenze disponibili. – “Le modalità per il conteggio di garze, bisturi, aghi, strumenti e ogni altro materiale devono essere definite attraverso strumenti operativi (es. procedure)”. – Il chirurgo dovrebbe eseguire una sistematica esplorazione della ferita al momento della chiusura di ciascuna cavità anatomica o del sito chirurgico. – Il conteggio deve essere effettuato per tutte le procedure nelle quali è previsto l’utilizzo di garze, bisturi, aghi, strumenti e ogni altro materiale che potrebbero essere ritenuti all’interno del paziente (gli interventi per i quali il conteggio non è applicabile devono essere previamente ed esplicitamente definiti). Il conteggio dovrebbe essere effettuato nelle seguenti fasi : 1. prima di iniziare l’intervento chirurgico (conta iniziale) 2. durante l’intervento chirurgico, prima di chiudere una cavità all’interno di un’altra cavità 3. prima di chiudere la ferita 4. alla chiusura della cute o al termine della procedura.

Al momento dell’eventuale cambio dell’infermiere o chirurgo responsabile dell’équipe – Il conteggio ed il controllo dell’integrità dello strumentario deve essere effettuato dal personale infermieristico (strumentista, infermiere di sala) o da operatori di supporto, preposti all’attività di conteggio. Il chirurgo verifica che il conteggio sia stato eseguito e che il totale di garze, aghi, strumenti e ogni altro materiale, utilizzati e rimanenti corrisponda a quello ricevuto prima e durante l’intervento. Tali conteggi devono essere indicati nell’apposita documentazione, – Il conteggio deve essere registrato, con il nome e la qualifica del personale che lo esegue, e specificando chiaramente concordanze o discrepanze del conteggio finale. Tali risultati devono essere chiaramente comunicati a tutti i componenti dell’équipe. – In caso di discordanza dei conteggi o di perdita di integrità di strumenti/dispositivi, devono essere adottate opportune metodiche diagnostiche. – Tecnologie validate per il conteggio automatico, quali garze con codici a barre o con marcatori a radio frequenza dovrebbero essere tenute in considerazione, quando sono disponibili.

Identificare in modo corretto i campioni chirurgici La non corretta identificazione dei campioni chirurgici può causare gravi conseguenze ai pazienti e la prevenzione di tali errori è fondamentale per la sicurezza dei pazienti. – Ogni campione (o campioni multipli dello stesso paziente) deve essere accompagnato da una apposita richiesta di esame. – L’équipe operatoria deve verificare, per ogni richiesta di esame, la corretta compilazione della richiesta e la corretta etichettatura (sulle pareti e non sul coperchio) del contenitore con le seguenti informazioni da riportare su entrambi: 1) Identificazione del paziente (nome, cognome, data di nascita, sesso) 2) Identificazione del richiedente (unità operativa, nome, cognome e firma del richiedente) 3) Identificazione del materiale, specificando data del prelievo, tipo di prelievo, localizzazione topografica e lateralità del prelievo (es. prostata lobo destro, rene destro, cute braccio destro, lobo superiore del polmone sinistro, ecc) 4) Modalità di conservazione del campione (senza fissativo “a fresco” o se in liquido fissativo) 5) Numero di contenitori; in caso di prelievi multipli differenziati deve essere riportato il numero arabo identificativo del campione, corrispondente a quanto riportato sulla richiesta; – Un operatore dell’équipe deve leggere ad alta voce le informazioni contenute sulla richiesta di esame e sul contenitore ed un secondo operatore controlla e conferma verbalmente (doppio controllo). – Le direzioni aziendali devono elaborare ed implementare una procedura scritta per la corretta modalità di trasporto del materiale biologico dalla sala operatoria al servizio di anatomia patologica, indicando la responsabilità e la tracciabilità del processo fino alla consegna del referto.

Preparare e posizionare in modo corretto il paziente La non corretta preparazione e/o il non corretto posizionamento può causare gravi conseguenze ai pazienti Preparazione del paziente – La direzione aziendale deve dare indicazioni affinchè siano implementati da parte delle Strutture/Unità Operative protocolli per la corretta preparazione dei pazienti, che deve includere almeno l’igiene del paziente, l’eventuale tricotomia del sito chirurgico, il digiuno, la gestione di protesi (ad esempio protesi acustiche o oculistiche), l’abbigliamento appropriato per la sala operatoria, la gestione di monili, smalti e piercing e le modalità di invio del paziente in sala operatoria. Corretto posizionamento del paziente – La direzione aziendale deve dare indicazioni affinchè le Strutture elaborino procedure o istruzioni operative relative al corretto posizionamento dei pazienti, alle tecniche da adottare nelle diverse tipologie di interventi e nelle modifiche di postura durante l’intervento, con esplicitazione delle manovre da evitare. Tali procedure devono anche prevedere un addestramento specifico degli operatori. – L’équipe operatoria deve assicurare la migliore esposizione chirurgica possibile e condizioni ottimali di omeostasi respiratoria e cardiovascolare, evitando di procurare danni fisici da compressione e/o stiramento di strutture nervose, articolazioni e/o tessuti. Deve essere assicurata la presenza di appositi presidi e dispositivi di prevenzione di lesioni posturali. – I componenti dell’équipe operatoria condividono la responsabilità per il corretto posizionamento del paziente. Il chirurgo, l’anestesista e l’infermiere devono collaborare nel posizionare il paziente in modo da garantire la migliore esposizione chirurgica in relazione al tipo di intervento ed alla tecnica chirurgica, compatibilmente con la necessità di assicurare le migliori condizioni per la funzione respiratoria, cardiovascolare e per la sorveglianza anestesiologica. – L’anestesista deve controllare e seguire la testa del paziente durante il posizionamento e assicurare la pervietà delle vie aeree (nelle specialità chirurgiche del distretto capo-collo il chirurgo condivide la manovra di posizionamento della testa).

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