Sono altamente popolari, ce ne sono 90 mila tipi diversi, per un fatturato di 30 miliardi negli Usa e 3 in Italia, ma a quanto pare i dubbi degli esperti su efficacia e sicurezza sono parecchi. A scendere in campo sulla bontà degli integratori alimentari è il Gruppo di Lavoro Salute e qualità della vita della Federazione Italiana Scienze della Vita (Fisv) con la Società Italiana di Farmacologia (Sif) e altre cinque società scientifiche. Sulla proliferazione degli integratori ha preso posizione anche il Journal of the American Medical Society (Jama). Perchè il problema è che queste specialità sono in vendita senza alcun obbligo di ricetta medica e senza obbligo di dimostrare la validità o sicurezza e devono garantire solo una applicazione corretta delle Good Manufacturing Practice, cioè le pratiche per garantire l’assenza di contaminanti viventi, come virus e batteri o sostanze tossiche come metalli pesanti e impurezze chimiche. Gli esperti si chiedono se davvero c’è bisogno degli integratori alimentari: la popolarità di queste preparazioni per l’automedicazione e la facilità con cui si acquistano pongono interrogativi sul loro impiego, sui presunti benefici e sui rischi per la salute di un uso esagerato o inappropriato

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