Valentino Rossi e quel decimo titolo mondiale

By | 20/03/2017
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ROMA Trentotto anni e la voglia di provarci ancora. Valentino Rossi e quel decimo titolo mondiale, una storia che attende ancora il lieto fine per il pilota di Tavullia. Un mondiale che lo proietterebbe definitivamente nell’Olimpo del motociclismo, con solo Agostini (15 titoli) e Nieto (13 titoli) capaci di far meglio. Per Rossi, il decimo titolo sarebbe il coronamento di una carriera che lo ha visto trionfare in ogni classe in cui ha corso, dalle piccole 125 nel lontano 1996, fino ai giorni nostri con le attuali MotoGP, passando per la 250cc e quella 500cc a cui bisognava dare del voi. Ventuno stagioni nel circus del motomondiale, affrontando avversari di ogni caratura e nazionalità: l’epopea con Max Biaggi negli anni della 500cc, con quella rivalità talvolta fin troppo accesa, poi le sfide con Sete Gibernau nel 2003 e nell’anno del suo approdo in Yamaha nel 2004, il titolo 2006 perso lottando contro Nicky Hayden e, soprattutto, contro la sfortuna e le rotture.

Nella sua carriera Rossi si è imbattuto poi nell’uragano Casey Stoner, capace di portare Ducati in vetta al mondo. Infine l’era spagnola con Jorge Lorenzo e Marc Marquez, avversari e protagonisti ancora oggi, con una rivalità che ha toccato il suo punto di non ritorno con l’amaro e beffardo finale del 2015. Proprio quel titolo perso tra Sepang e Valencia poteva essere il colpo da K.O ma lui, Valentino da Tavul- lia, di mollare non ne ha proprio intenzione. Così, all’alba della sua ventiduesima stagione, è pronto a infilarsi nella mischia, in mezzo ad un gruppo di ragazzi, di campioni con almeno dieci anni in meno.

Maverick Vinales ad esempio. Talento purissimo classe 1995, con un nome che la dice lunga sulla sua natura. Lo scorso anno ha portato alla vittoria la Suzuki, convincendo i vertici Yamaha a prenderlo come sostituto di quell’Jorge Lorenzo volato verso Borgo Pani- gale. Lui finora ha risposto dominando i test invernali tra Valencia, Sepang, Phillip Island e Losail. Nella notte del deserto di Doha avrà tutti i riflettori puntati addosso. Condivide il box di Rossi, ma sembra non preoccuparsene troppo. Anzi, con un pizzico di spavalderia ha anche sottolineato come fino ad oggi non abbia mostrato tutto il suo potenziale. Chiamarlo sorpresa è oramai riduttivo, ma il giovane Top Gun dovrà dimostrare costanza di rendimento oltre che velocità.

C’è poi ovviamente Marc Mar- quez. A leggere l’anagrafe – classe 1993 – non lo diresti che questo ragazzo di Cervera ha già in bacheca cinque titoli mondiali. Un piccolo diavolo che negli ultimi test è sembrato l’unico in grado di tener testa a Vinales. Marquez-Vinales: potrebbe essere proprio questo il motivo principale del primo round stagionale, senza dimenticare però come Losail sia terreno di caccia per Ducati. Qui nel 2007 iniziò la cavalcata trionfale di Ca- sey Stoner, con l’australiano che si ripetè con la Rossa anche l’anno seguente. Nel 2015 poi Iannone e Dovizioso portarono l’allora GP15 sul podio, lo scorso anno proprio il Dovi sfiorò la vittoria. Ese invece fosse la volta di Lorenzo? Il maior- chino, è vero, si sta ancora adattando alla Desmosedici, ma a Lo- sail ha già vinto quattro volte in carriera. Il profilo rimane basso, ma il sogno rimane quello di riservare un brutto scherzo ai rivali. Marquez, Lorenzo, Dovizioso, Pe- drosa, Iannone. Tutti alla ricerca di quella bandiera a scacchi da vedere per primi. Saranno loro gli avversari di Rossi in quel di Losail. Per Valentino, la corsa a quell’agognato decimo titolo riparte da qui.