Diabete in Italia: un milione di malati in più, Trentino-Alto Adige con la minore incidenza

By | 05/04/2017
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Oltre un milione di persone con diabete in più in Italia in quindici anni. È questo il dato più significativo emerso dalla decima edizione dell’Italian Diabetes & Obesity Barometer Report, il rapporto che fotografa la situazione di diabete e obesità nel nostro Paese.

Nel 2015 – ultimo dato disponibile – i diabetici erano 3.270.000, a cui va aggiunto un altro milione di persone che non sanno di essere malati. In percentuale il 5,4% della popolazione. Nel 2000 erano il 3,8 per cento. Il numero di persone con diabete è quindi cresciuto di 1.118.000. Secondo il recente rapporto Diabetes Atlas dell’International Diabetes Federation (IDF), il diabete causa 73 morti al giorno in Italia.

A livello regionale si registra una differenza tra Nord e Sud. Le aree più virtuose sono la Provincia Autonoma di Bolzano, dove i diabetici sono il 2,9% della popolazione, quella di Trento, a quota 3,9, poi il Veneto a 4,2, la Liguria a 4,4 e la Lombardia a 4,5. La Calabria è la regione con la maggior presenza in percentuale di malati: l’8,2 per cento. Sopra la media anche la Campania a 6,7, il Lazio a 6,6 e la Basilicata a 6,3 per cento.

I numeri restano fortemente influenzati dagli stili di vita. Tra gli obesi la percentuale di diabetici è pari al 15,1%, mentre scende al 3,6% tra i cosiddetti normopeso. Anche lo sport è significativo: i sedentari con diabete sono l’8,6%, rispetto all’1,7% di chi pratica con regolarità un’attività fisica.

«Il diabete è decisamente una malattia sociale dal momento che, per la sua elevata prevalenza, coinvolge di fatto l’intera popolazione – ha spiegato Domenico Cucinotta, Coordinatore dell’Italian Barometer Diabetes Report e Direttore del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Messina. – Nel nostro Paese, considerando i più di 3.500.000 di persone con diabete noto, i circa 1.500.000 che non sanno di averlo e i 4.500.000 con prediabete, ne risulta che quasi 10.000.000 milioni di italiani devono fare i conti o sono comunque destinati a fare i conti con questa malattia e a questi vanno aggiunti i loro familiari. Tra dieci anni, in ogni famiglia italiana ci sarà una persona con diabete o con prediabete».

Il diabete colpisce meno laureati e diplomati. Il grado di istruzione sembra avere una grande influenza: togliendo l’effetto dell’età, un laureato ha un rischio di ammalarsi di diabete quasi tre volte inferiore rispetto a chi ha solo la licenza elementare. Per le donne lo svantaggio tra le meno istruite è ancora più elevato.

La disuguaglianza sociale è particolarmente accentuata a partire dai 45 anni. Tra i 45 e i 64 anni infatti la prevalenza del diabete è del 2,9% tra i laureati, del 4% tra i diplomati, mentre raggiunge il 9,8% tra chi ha al massimo conseguito la licenza elementare.

Più persone in sovrappeso tra chi ha un titolo di studio inferiore. Anche per quanto riguarda l’obesità e il sovrappeso sono marcate le differenze rispetto al titolo di studio conseguito: tra le persone con almeno la laurea le persone sovrappeso e obese sono il 32,8%, quota che sale al 42,8% tra i diplomati e al 52,7% tra chi ha la licenza media, per raggiungere il 60,4% tra quanti hanno conseguito al massimo la licenza elementare.