Massimo Bossetti: La madre chiede al Papa di pregare per lui

By | 27/04/2017
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Ha scritto a mano, in stampatello, le parole ben marcate su un foglio a righe: “Sua Santità, chi si permette di scrivervi è una madre che da anni vive, senza nessuna tregua né requie, ore e giornate interminabili di dolore, ansia, angoscia”. Inizia così la lettera che Ester Arzuffi, mamma di Massimo Bossetti, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha scritto a Papa Francesco pochi giorni prima di Pasqua. È uno sfogo e un’implorazione disperata, una richiesta d’aiuto non esplicita ma, tra le righe, chiara e determinata. Ester Arzuffi resta convinta oltre ogni ragionevole dubbio dell’innocenza del figlio. Lo dice, lo scrive al Pontefice: “Credo nella completa innocenza di mio figlio. Gli ho dato la vita. Insieme con mio marito l’abbiamo cresciuto con tutto il nostro amore, senza mai venire meno al nostro dovere di genitori. Ho sempre conosciuto i sentimenti, i pensieri l’animo di mio figlio. Per questo sono assolutamente sicura di lui. So che non nasconde segreti”.

Massimo Bossetti è in carcere dal 16 giugno 2014: venne arrestato nel cantiere dove lavorava, tre anni e mezzo dopo l’omicidio di Yara Gambirasio, rapita e uccisa a Brembate di Sopra il 26 novembre 2010. A lui si arrivò dopo una lunga e complicatissima indagine partita dal rinvenimento, sugli slip e sui leggins della ragazza (il cui corpo venne trovato in una campo tre mesi dopo la sparizione) di un certo quantitativo di Dna che, dopo migliaia di test effettuati, portò all’individuazione, appunto, di Bossetti. Il processo, iniziato il 3 luglio 2015, si concluse un anno dopo, il 1° luglio 2016, con la condanna all’ergastolo. A un anno esatto da quel giorno, il 30 giugno, inizierà a Brescia il processo d’appello. E forse proprio in vista di quell’appuntamento Ester Arzuffi ha deciso di rendere pubblica la lettera scritta al Pontefice. «È lo scritto di una donna nel dolore», ha detto l’avvocato Benedetto Maria Bonomo, che assiste la Arzuffi, «una donna di fede chiede il conforto di una preghiera, solo questo». “Mio figlio è stato condannato per l’omicidio della piccola Yara Gambirasio, ora è in attesa del processo d’appello”, scrive ancora la madre di Bossetti. “Io prego e trepido per lui, ma la speranza non mi ha mai abbandonato. Né mai mi abbandonerà. Io credo fermamente e continuo a credere che su questa terra esista ancora
una giustizia”.

Gli avvocati difensori di Bossetti puntano tutto, per il processo d’appello, sulla richiesta di effettuare un nuovo esame sul materiale genetico rivenuto sul corpo di Yara, materiale, c’è da dire, già analizzato da laboratori diversi. Ciò che chiede la difesa è in sostanza, una sorta di super perizia. Ester Arzuffi spera proprio in questo. E lo scrive a Papa Francesco: “Affido mio figlio, uomo buono e generoso, perché venga restituito ai suoi affetti. Vi offro e vi supplico di accogliere tutte le mie sofferenze perché Voi, Santità, possiate benignamente pregare per Massimo e per me, per tutti coloro che amiamo e che ci amano”.

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