Milano Smog e polveri sottili livelli allarmanti: scattano i nuovi divieti per le auto

By | 04/02/2017
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E’ allarme smog in Italia e nello specifico nelle principali città quali Torino, Roma, Milano, Bologna. Nei giorni scorsi avevamo anticipato che in alcune di queste città sarebbero arrivate le piogge, che avrebbero permesso una riduzione dello smog e della concentrazione delle polveri sottili, ed in effetti le piogge, soprattutto nella città di Milano sembra abbiano lavate le strade, ma la concentrazione di Pm1 nell’aria sembra restare ancora molto alta ed infatti dopo 7 giorni consecutivi sembrano essere stati sfiorati ancora una volta i limiti di Pm10 ed a tal riguardo sembra essere scattato il secondo livello della manovra antismog prevista dal Protocollo regionale sulla qualità dell’aria per contrastare la diffusione delle polveri sottili. “Come previsto, le piogge fanno ben sperare in un sensibile miglioramento della qualità dell’aria”, è questo quanto dichiarato da Bruno Simini, presidente Arpa Lombardia, il quale si è espresso sugli effetti della perturbazione di origine atlantica che ieri ha determinato un primo parziale miglioramento della qualità dell’aria.

Dunque, a partire da oggi scatteranno a Milano le misure straordinarie di secondo livello anti smog previste dal Protocollo regionale sulla qualità dell’aria per contrastare la diffusione delle polveri sottili e dunque stop ai veicoli euro 0 benzina e Euro 0, 1, 2 e 3 diesel dalle ore 7.30 alle ore 19.30, nelle giornate di sabato, domenica e festivi. I veicoli commerciali Euro 3 diesel senza filtro antiparticolato non potranno circolare dalle 7.30 alle 9.30 e dalle 18 alle 19.30. Novità anche per quanto riguarda il riscaldamento domestico, visto che potranno essere utilizzati impianti alimentati a biomassa non inferiori alla classe 4 stelle in base alla classificazione ambientale individuata dalla Regione Lombardia; resta, a tal riguardo il limite a 19 gradi per le temperature medie nelle abitazioni e negli esercizi commerciali. “E’ evidente a tutti che il protocollo volontario cui Milano e altri Comuni hanno aderito non è sufficiente a risolvere il problema di accumulo delle polveri nei periodi più critici dell’anno. Chiediamo alla Regione di riaprire il tavolo sull’aria per le misure strutturali e mettere a disposizione fondi per i filtri antiparticolato“, ha dichiarato l’assessore all’Ambiente del Comune di Milano, Marco Granelli.

Stessa situazione anche in Emilia Romagna e nello specifico a Bologna dove le polveri sottili sembrano essere 5 volte oltre il massimo consentito, e questi dati non possono che preoccupare. Modena è a 207, Reggio Emilia a 201, Parma a 180, meglio l’Emilia occidentale con i 127 microgrammi di Piacenza, che però è la provincia con la più lunga sequenza di sforamenti. Invece Ferrara e la Romagna si sono tenute attorno ai 150: 153 Rimini, 156 Forlì-Cesena, 150 Ravenna, 143 Ferrara. Nel fine settimana dovrebbero arrivare le piogge che avranno il potere di ripulire l’aria e si spera che i livelli preoccupanti di polveri sottili nell’aria possano scendere ed anche di tanto.

Difficile dire cosa sia peggio. Se il fatto che lo stesso assessore comunale alla Mobilità e ambiente Marco Granelli abbia ammesso candidamente che «il protocollo volontario cui Milano e altri Comuni hanno aderito non è sufficiente a risolvere il problema di accumulo delle polveri nei periodi più critici dell’anno». O il fatto che nel giorno in cui entrano in vigore le misure antismog di secondo livello, che da oggi vietano la circolazione dei veicoli Euro 0 benzina ed Euro 0, 1, 2 e 3 diesel anche nelle giornate di sabato, domenica e nei festivi nella fascia oraria 7.30-19.30, emerga come il superticket di Area C anziché combattere l’inquinamento si sia limitato a spostarlo dal centro verso le periferie.

Ciò che è certo è che dal confronto tra i dati registrati dalle centraline Arpa al Verziere, in via Senato e in Città Studi nei mesi di gennaio 2017 e gennaio 2011, l’ultimo sotto il regime dell’Ecopass (che prevedeva un costo differenziato in basse alla classe di inquinamento del veicolo), emerge che a fronte di effetti non risolutivi nella Cerchia dei Bastioni, dove comunque si è continuato a sforare con una frequenza allarmante la soglia di 50 microgrammi di Pm 10 per metro cubo d’aria, si è registrato un netto incremento dell’inquinamento al di fuori del centro.

Se la diminuzione di auto all’interno dell’Area C, pagata a caro prezzo dai negozi storici costretti a fare i conti con un drastico calo della clientela, ha contribuito ad un parziale abbassamento delle concentrazioni di inquinanti, gli effetti sembrano essere stati insufficienti rispetto al sacrificio economico imposto ai milanesi. Difficile, infatti, considerare un successo i 68,3 microgrammi per metro cubo d’aria registrati in media nel mese di gennaio 2017 invia Senato o i 62,4 microgrammi del Verziere. Tanto più che le due centraline hanno entrambe registrato una ventina di giorni con valori al di sopra della soglia limite di 50 microgrammi.

Che dire, poi, di quanto accaduto in periferia, dove la situazione è addirittura peggiorata rispetto a sei anni fa? Con una media di 77,3 microgrammi di Pm 10 e 21 giorni oltre la soglia di 50 microgrammi nel mese di gennaio, gli abitanti di Città Studi si sono infatti ritrovati a rimpiangere la situazione del 2011, quando la media si era fermata a 64,4 microgrammi e i giorni di sfioramento erano stati un paio in meno.

«Sta succedendo esattamente quello che avevamo previsto noi», attacca Riccardo De Corato, ex vicesindaco nella giunta Moratti e capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale in Regione Lombardia. «Con Ecopass avevamo incentivato i mezzi meno inquinante il rinnovo del parco auto dei milanesi, mentre con Area C l’amministrazione di sinistra ha puntato a fare cassa a spese delle zone periferiche dirottando il traffico su di loro», puntualizza il consigliere regionale.

Come se non bastasse, «l’amministrazione Sala ha tagliato le linee del trasporto pubblico che collegano le zone periferiche al centro», prosegue De Corato. «E questo finisce per rendere l’uso delle auto una scelta obbligata». Tra l’altro, «mentre si continuano a prendere di mira le auto con tasse improprie come l’Area C e gli autovelox, continua a mancare un intervento deciso sugli impianti di riscaldamento e di condizionamento, che sono i primi grandi produttori certificati di Pm 10», commenta Marco Flavio Cirillo, ex sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e membro del direttivo dell’associazione Parlamentari per lo sviluppo sostenibile. «È su questa parte, quasi del tutto ignorata, che si deve puntare, a iniziare dalle case popolari e dagli uffici, soprattutto quelli pubblici», conclude Cirillo.

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