Sesso, in farmacia il francobollo dell’amore che sostituisce il viagra

By | 24/05/2017
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Un piccolo ‘francobollo’ da mettere sotto la lingua in grado di evitare le brutte figure sotto le lenzuola a tanti uomini. E’ da oggi in farmacia il ‘francobollo dell’amore’, una piccola pellicola rettangolare che contiene “la molecola sildenafil con vari dosaggi da 25, 50, 75 e 100 milligrammi. Si tratta di una sorta di cerotto che messo sotto la lingua si scioglie in bocca e fa effetto dopo in 15-20 minuti. La differenza con le vecchie “pillole dell’amore” è che in questa nuova formulazione è più rapido l’assorbimento, non c’è bisogno di prenderla a digiuno e vista la sottigliezza si può nascondere ovunque. Anche per questo ‘cerotto’ speciale però serve la prescrizione del medico”. Spiega all’AdnKronos Gabriele Antonini, urologo-andrologo di Roma. 

Questi farmaci si usano per il trattamento della disfunzione erettile “e aumentano la vasodilatazione locale – aggiunge il medico – e permettono di avere una erezione in tutti quei soggetti che hanno un deficit”. Secondo gli ultimi dati della Società italiana di urologia (Siu), il 30% dei maschi italiani è affetto da disturbi sessuali (il 15,5% disfunzione erettile, il 7,5% eiaculazione precoce, il 7,6% calo della libido) e patologie testicolari. Secondo Paolo Mariano Pagano, farmacia Colle Oppio di Roma, l’atteggiamento degli uomini nei confronti di questi farmaci “è cambiato – osserva – forse qualche anno fa era più timidi nel richiederli. Oggi per molti non dico che è come chiedere una aspirina ma s

Disponibile nei formati da 25, 50, 75 e 100 milligrammi, la nuova terapia contro la disfunzione erettile risulta essere più efficace e rapida rispetto a quella a base di compresse. Il principio attivo è sempre lo stesso, il sildenafil.

Un minuscolo francobollo da collocare sotto la lingua in grado di eludere delle figuracce al letto per molti uomini. Finalmente a partire da oggi in farmacia arriva il ‘francobollo dell’amore’. Un piccolo film di forma rettangolare che contiene la famosa molecola sildenafil,  con vari dosaggi da 25, 50, 75 e 100 milligrammi. Si tratta di una sorta di cerotto che messo sotto la lingua si scioglie in bocca e fa effetto dopo in 15-20 minuti.

La differenza con le vecchie “pillole dell’amore” è che in questa nuova formulazione è più rapido l’assorbimento, non c’è bisogno di prenderla a digiuno e vista la sottigliezza si può nascondere ovunque. Anche per questo ‘cerotto’ speciale però serve la prescrizione del medico”.

Spiega all’AdnKronos Gabriele Antonini, urologo-andrologo di Roma. Questi farmaci si usano per il trattamento della disfunzione erettile “e aumentano la vasodilatazione locale – aggiunge il medico – e permettono di avere una erezione in tutti quei soggetti che hanno un deficit”.

Secondo gli ultimi dati della Società italiana di urologia (Siu), il 30% dei maschi italiani è affetto da disturbi sessuali (il 15,5% disfunzione erettile, il 7,5% eiaculazione precoce, il 7,6% calo della libido) e patologie testicolari. Secondo Paolo Mariano Pagano, farmacia Colle Oppio di Roma, l’atteggiamento degli uomini nei confronti di questi farmaci “è cambiato – osserva – forse qualche anno fa era più timidi nel richiederli. Oggi per molti non dico che è come chiedere una aspirina ma siamo lì“.

La disfunzione erettile (DE) è stata definita dal National Istitute of Healt (NIH) come l’incapacità di raggiungere e/o mantenere un’erezione in grado di consentire un rapporto sessuale soddisfacente. La DE colpisce milioni di uomini nel mondo e, pur essendo una patologia “benigna”, può avere un’influenza negativa sul benessere e sulla qualità di vita del soggetto che ne risulta affetto. Uno studio condotto in ambiente extraospedaliero sull’invecchiamento maschile ha segnalato che il 52% degli uomini tra i 40 e i 70 anni va incontro a gradi diversi di DE.

Si stima che qualche forma di DE si verifichi in 30 milioni di uomini negli stati Uniti e in più di 100 milioni in tutto il mondo. Anche in Italia è una condizione diffusa: in uno studio pubblicato nel 2000 su un campione di 2010 soggetti selezionati dagli archivi dei medici di medicina generale, la prevalenza della DE è del 12.8% nella popolazione maschile; questo significa che circa 3 milioni di Italiani ne risulta affetto. Sebbene possa insorgere in qualsiasi età, la DE è più frequente a partire dai 45-50 anni. Le patologie che possono determinare la DE sono numerose e pertanto, questa deve essere considerata non semplicemente la patologia di un organo, ma la manifestazione di un problema di origine sistemica o psicologica, tale da richiedere una valutazione clinicodiagnostica complessiva ed accurata.

Infatti, la DE può anche essere una possibile spia di patologie aterosclerotiche, metaboliche o neurologiche, ancora clinicamente misconosciute. Nel 15% dei pazienti affetti da DE vengono infatti rilevati livelli glicemici a digiuno superiori alla norma e nei soggetti con DE e glicemia normale, dopo esecuzione di test da carico di zuccheri, la prevalenza di diabete mellito non ancora diagnosticato è stata del 12,1%. In aggiunta, nei pazienti di età superiore ai 45 anni con DE a patogenesi vascolare è stato riscontrato che, in assenza di alcuna sintomatologia cardiovascolare, un test da sforzo rilevava la comparsa di alterazioni elettrocardiografiche nel 15,7%.

Infine, è stato rilevato che il 60 % dei soggetti affetti da DE presentano livelli di colesterolo superiori alla norma. Sulla base delle odierne conoscenze, è importante ribadire l’importanza di un accurato inquadramento diagnostico del paziente affetto da DE, anche poi al fine di scegliere la terapia più appropriata. Il trattamento della DE è oggi considerato importante per il mantenimento della salute e del benessere maschile. Negli anni recenti, il passo avanti più significativo in questo senso, è stato fatto con la scoperta della funzione dell’ossido nitrico (NO), del GMP ciclico e delle fosfodiesterasi tipo 5° nella regolazione del meccanismo di rilasciamento della muscolatura liscia dei vasi del pene. Queste tre molecole, infatti, costituiscono tre anelli fondamentali della catena di eventi che portano all’erezione del pene. Una stimolazione sessuale, infatti, induce da parte delle terminazioni nervose, il rilascio di NO, che funge da segnale, nelle celle muscolari del pene, per l’inizio della trasformazione del GMP in GMP ciclico. Il GMPc attiverà i meccanismi di rilassamento della muscolatura liscia con l’ingresso del sangue nelle strutture contrattili del pene e quindi porterà all’erezione. Si è quindi anche scoperto che questo meccanismo viene bloccato da un enzima, la fosfodiesterasi tipo 5° (PDE5), che demolisce la forma ciclica del GMP, portando alla detumescenza del pene. Pertanto, negli ultimi anni, la ricerca scientifica sulla DE ha concentrato gli sforzi nell’identificare quelle sostanze che, inibendo la PDE5, facilitano e mantengono il rilassamento muscolare indotto dal NO e quindi l’erezione. L’utilizzo clinico di queste molecole, dipenderà quindi dalla loro potenza e selettività nei confronti dell’enzima PDE5. Questa classe di farmaci, che attualmente annovera fra le sue fila tre molecole, il Sildenafil, il Tadalafil ed il Vardenafil, ha rivoluzionato il mercato dei presidi per la DE, essendo queste le prime molecole a comprovata efficacia assumibili, come compresse, per bocca.

Il Sildenafil è stato il primo di questi farmaci ad essere studiato e successivamente commercializzato per la terapia della DE. E’ stato prescritto a più di 13 milioni di persone in tutto il mondo. Per tale motivo è da considerarsi anche un fenomeno mediatico e culturale, essendo stato in grado di focalizzare l’attenzione dei mezzi di comunicazione e del grande pubblico verso la DE. E’ presente in commercio nella formulazione orale alle dosi di 25, 50, 100 mg. Il sildenafil si assume da 40 a 60 minuti prima del rapporto, preferibilmente a stomaco vuoto o a distanza di almeno due ore dall’ultimo pasto.

Al fine di un buon funzionamento della molecola, è necessaria un adeguata stimolazione sessuale, senza della quale il sildenfil potrebbe anche non avere alcun effetto. Dai dati della letteratura riguardanti gli studi sull’efficacia, in media l’80% dei pazienti con DE di qualunque origine, trattati col sildenafil, ha ripristinato la capacità di avere erezioni sufficientemente rigide e durature, tali da permettere un normale rapporto penetrativo. In particolare, è stato impiegato con successo anche in sottogruppi di pazienti con DE associata a patologie importanti: diabetici (51-64%), pazienti con sclerosi multipla (89%), mielolesi (75%), pazienti sottoposti a prostatectomia radicale (80% in pazienti con nerve-sparing bilaterale, 50% in caso di unilaterale, 15% in caso di non nerve sparing), pazienti con trapianto renale (60%), pazienti con spina bifida ( 80%).

Tali effetti collaterali aumentano notevolmente a dosaggi superiori ai 100 mg, senza che ci sia un corrispondente aumento degli effetti terapeutici. Nella prescrizione del farmaco esistono delle raccomandazioni ed esse riguardano i soggetti affetti da gravi patologie croniche renali o epatiche, per i quali è necessario iniziare con il dosaggio minimo (25mg). L’utilizzo del sildenafil è controindicato nei soggetti che fanno uso dei nitrati in quanto l’azione dei farmaci è sinergica, per cui si potrebbero avere gravi effetti di calo della pressione arteriosa, con ripercussioni sulla circolazione coronarica, nei soggetti per i quali l’attività sessuale è assolutamente controindicata (gravi disturbi cardio-vascolari, angina instabile, insufficienza cardiaca, insufficienza respiratoria), nei soggetti affetti da retinite pigmentosa e nei soggetti allergici al sildenafil.

Dopo l’esperienza del Sildenafil, la ricerca che si è sviluppata successivamente ha avuto come obiettivo principale quello di creare farmaci che fossero più selettivi per la PDE5 in maniera tale da aumentarne l’efficacia, ridurre gli effetti collaterali e migliorarne l’accettabilità da parte del paziente. In particolar modo, in un’indagine sull’importanza delle variabili che portano alla scelta di un farmaco per la DE, è risultato che efficacia e naturalezza abbiano ottenuto i valori più elevati nelle scala di importanza. Questi bisogni sono risultati essere non completamente soddisfatti dalla prima generazione di terapia orale per la DE. Infatti, è probabile che alcuni pazienti possano aver abbandonato il trattamento a causa del fatto che sentissero i loro rapporti sessuali meno naturali. Quindi il concetto di efficacia di trattamento diventa una combinazione tra erezione e benessere generale del paziente. In questa prospettiva viene commercializzato il Tadalafil (IC351), un inibitore della PDE5 ad efficacia simile al sildenafil, ma a diversa struttura molecolare e quindi diversa modalità di azione.

Il Tadalafil viene degradato principalmente nel fegato e diversi studi di farmacocinetica hanno dimostrato che fattori come l’età o il diabete, ma soprattutto l’alcol o il cibo non ne alterano la percentuale e la quota di assorbimento. Sono stati arruolati nel mondo un totale di 1112 pazienti in 5 studi randomizzati, in doppio-cieco, con controllo placebo, in 74 centri. L’effetto del Tadalafil sulla funzione sessuale è stato valutato utilizzando il questionari IIEF, SEP e GAQ. La maggior parte dei pazienti selezionati (90%), aveva una disfunzione erettile (ED) da oltre un anno e di eziologia prevalentemente organica. Quando confrontato con il placebo, il punteggio medio dell’IIEF sulla funzione erettile era aumentato in maniera significativa per i pazienti trattati con le varie dosi di Tadalafil. I pazienti con una DE più severa, tendevano a manifestare un maggior miglioramento. In aggiunta, il 61% dei pazienti trattati con Tadalafil 10 mg ed il 75% di quelli trattati con il 20 mg, hanno avuto con successo dei tentativi di rapporto. Il farmaco assunto per os, raggiunge la massima concentrazione plasmatica dopo circa 2 ore ed il tempo di dimezzamento è pari a circa 17 ore.

Queste caratteristiche sono state confermate da studi sul tempo di risposta al Tadalafil: dal 73 all’80% dei rapporti tentati, a partire da 30 minuti sino a 36 ore dall’assunzione del farmaco, hanno avuto successo. Questi risultati sono stati particolarmente evidenti per il dosaggio di 20 mg. Riguardo il profilo di sicurezza del Tadalafil, in nessuno degli studi e per tutti i dosaggi testati, è stato riportato un evento avverso serio o dei cambiamenti rilevanti dei valori di laboratorio o dell’elettrocardiogramma. Cefalea (14%) e dispepsia (10%) sono stati gli effetti collaterali più riferiti, seguiti dai dolori muscolo-scheletrici (5%), riniti e vasodilatazione. Tutti questi effetti, sono stati riportati come lievi o moderati, con una tendenza a diminuire all’aumento della frequenza di assunzione.

La percentuale di pazienti che hanno interrotto il trattamento per gli effetti collaterali è stata del 2.1%, non statisticamente differente da quella dei pazienti trattati con placebo (1.3%). In un gruppo di 80 volontari sani, il Tadalafil ha mostrato di comportare variazioni emodinamiche sovrapponibili al placebo. Altri studi hanno valutato l’interazione con i nitrati. A prescindere dal tipo di nitroderivato testato, l’assunzione contemporanea di Tadalafil ha provocato dei significativi cali di pressione solo nel gruppo di pazienti con fattori di rischio ipotensivo già presenti, non potendo quindi escludere la potenziale pericolosità dell’associazione farmacologica. In generale, la percentuale di infarti miocardici osservati nella popolazione studiata, si è dimostrata uguale o inferiore a quella della popolazione normale della stessa fascia di età.

E’ stata anche studiata la possibile interazione con farmaci anti-ipertensivi: non sono state però riscontrate alterazioni pressorie diverse da quelle osservate con il placebo. I vari studi clinici sinora effettuati hanno dimostrato l’efficacia e la buona tollerabilità di questo nuovo inibitore delle PDE5 nel trattamento della disfunzione erettile. Confrontato con il Sildenafil, capostipite di questa classe di molecole, il Tadalafil ha mostrato una maggiore selettività enzimatica ed una emivita più lunga, aspetto questo che consentirebbe alla coppia la possibilità di una minore programmazione del rapporto sessuale. L’avvento di un agente farmacologico come Tadalafil, con un periodo di risposta che inizia subito dopo l’assunzione e che dura fino a 36 ore, permette ai pazienti e alle loro partner maggior libertà e spontaneità nell’attività sessuale.

In ordine di tempo l’ultimo degli inibitori selettivi delle fosfodiesterasi ad essere commercializzato è stato il Vardenafil (BAY 38-9456), un farmaco la cui struttura molecolare è molto più simile al sildenafil che non al tadalafil. La sua attività in vitro è stata confrontata con quella del sildenafil, e si è visto che la concentrazione di vardenafil sufficiente ad inibire il 50% dell’attività delle PDE5 è inferiore di circa 10 volte. In altri studi di confronto condotti sempre in vitro si è visto che il Vardenafil è più efficace del sildenafil nell’indurre il rilascio della muscolatura liscia dei corpi cavernosi umani ed aumenta in quantità maggiori la concentrazione di GMPc all’interno dei corpi cavernosi. Successivamente, studi di confronto in vivo, hanno dimostrato che la dose di vardenafil in grado di determinare delle erezioni significative è risultata di circa 10 volte inferiore. Il farmaco assunto per os raggiunge la massima concentrazione plasmatica dopo circa 1 ora ed il tempo di dimezzamento è pari a 4-5 ore: si è osservato che tali parametri non sono dose dipendenti, ma possono variare in base all’età con il t ½ che può arrivare anche a 6 ore nei soggetti dopo i 65 anni. L’efficacia e la tollerabilità del vardenafil è stata valutata in grandi studi multicentrici, doppio cieco controllati con placebo su soggetti affetti da DE da lieve a severa, associata a diabete mellito o ad interventi chirurgici pelvici come la prostatectomia radicale. In uno studio randomizzato in doppio cieco, multicentrico con placebo su 580 pazienti affetti da DE di grado lieve, medio e grave è stata valutata l’efficacia terapeutica delle dosi 5-10-20 mg sulla base del questionario International Index of Erectile Function (IIEF). Si è evidenziato che il vardenafil ha migliorato i punteggi medi dell’IIEF nei gruppi trattati rispetto al placebo; inoltre, si è visto che il miglioramento della funzione erettile sembra essere correlato al dosaggio, con le risposte migliori ottenute ai 20 mg.

In uno studio multicentrico in doppio cieco, 440 pazienti con DE dopo un intervento di prostatectomia radicale con salvaguardia delle strutture nervose erettili, sono stati trattati con vardenafil 10-20 mg al bisogno per 12 settimane. Tale terapia ha migliorato significativamente la funzione erettile nella maggior parte dei pazienti trattati. La tollerabilità del farmaco è stata valutata in tutti gli studi clinici effettuati: per quanto riguarda la cefalea, il flashing, la dispepsia ed i disturbi visivi, le percentuali registrate non sono diverse da quelle di sildenafil e tadalafil. In uno studio su 590 pazienti con DE suddivisi in 4 gruppi (5-10-20 mg e placebo) sono stati registrati 11 eventi avversi seri, 5 dei quali nel gruppo placebo, 4 nel gruppo che ha assunto 5 mg e 2 in quello trattato con 20 mg: da una attenta analisi nessuno di essi è risultato farmaco dipendente. Non è stata segnalata nessuna variazione significativa nei parametri ematologici, biochimici, e dei valori pressori e della frequenza cardiaca.

Durante l’attività sessuale, i pazienti coronaropatici sono esposti a un piccolo rischio di sviluppare ischemia cardiaca. La DE è comune in questo gruppo di pazienti e per questo motivo è stato condotto uno studio specifico, che ha valutato gli effetti di vardenafifil sui parametri cardiaci durante esercizio in pazienti con angina instabile. Quarantuno pazienti non in trattamento con nitrati sono stati trattati con una singola dose di vardenafil 10 mg o placebo ed è stato osservato che il tempo totale di esercizio ed il tempo di comparsa dell’angina non subivano variazioni, con addirittura un leggero miglioramento nel gruppo dei trattati. Recentemente è stato segnalato un effetto ipotensivo nei soggetti che assumono simultaneamente il vardenafil con gli alfa-litici, farmaci comunemente utilizzati per la cura della iperplasia prostatica benigna. In generale, sarebbe consigliabile l’assunzione del vardenafil dopo almeno 6 ore dall’alfa-litico, anche se l’effetto di abbassare la pressione arteriosa non comparirebbe nel caso si utilizzino gli alfalitici di ultima generazione, ovvero quelli maggiormente selettivi per la prostata.

Come tutti i farmaci di questa classe, il vardenafil è controindicato nei pazienti che assumono nitrati sotto qualsiasi formulazione, nei pazienti con grossi problemi cardiaci per i quali è sconsigliata l’attività sessuale. In conclusione, la ricerca farmaceutica ha fornito degli strumenti di cura della disfunzione erettile non invasivi, semplici da assumere ed efficaci. Questo ha contribuito a far emergere una patologia sino ad allora vista come difficile da comunicare al proprio medico e soprattutto come un evento segnale dell’incedere degli anni o dell’aggravarsi di alcune malattie. La possibilità inoltre di disporre di più molecole con caratteristiche diverse, garantisce al medico la possibilità di personalizzare la terapia in base alle caratteristiche, alle abitudini ed alle esigenze sessuali dell’uomo che ha di fronte.

Ogni essere umano sperimenta nell’adolescenza la terra dolcissima e aspra del cambiamento, della svolta. E’ l’età-cerniera, e uno dei momenti fondamentali di questo complicato processo di cambiamento e di crescita riguarda ovviamente la sfera sessuale. Il processo psicologico che ci guida verso il raggiungimento di una sessualità adulta pienamente consapevole viene elaborato continuamente per tutta la durata dell’adolescenza, ai più diversi livelli, e rappresenta una fase di elaborazione psichica molto delicata, alla spasmodica ricerca di una propria identità.

Ma sarebbe troppo riduttivo circoscrivere questo approccio all’identità sessuale alla pura e semplice constatazione di tipo “biologico”. In effetti, è più preciso distinguere nell’identità sessuale due componenti distinte: l’identità di genere, che coincide con la consapevolezza che ogni persona ha del proprio genere sessuale; e l’identità di ruolo, che rappresenta l’interfaccia sociale della prima ed è intimamente connessa ai rapporti interpersonali. La continua ricerca di conferma della nostra identità rappresenta l’elemento-chiave per spiegare e analizzare le non infrequenti e momentanee disfunzioni sessuali adolescenziali, causate da quella che Helen Singer Kaplan definisce efficacemente “ansia anticipatoria rispetto alla prestazione sessuale”.

Si tratta, in buona sostanza, di disfunzioni quali difficoltà erettili o eiaculazione precoce, psicologicamente riconducibili – ovviamente laddove non sussistano altri gravi motivi di natura fisiologica – all’ansia della prestazione che il proprio “ruolo” e il proprio “genere” ci chiama a mettere in atto, o comunque riconducibili al timore di non essere all’altezza delle aspettative del partner. Ma di quali strumenti dispone l’adolescente per attraversare nel modo più ricco e costruttivo la sua ricerca tesa ad una sessualità generosa e completa, spontanea e “matura”? E’ evidente che andrebbe recuperata da parte di tutti una maggiore propensione all’ascolto e al dialogo su questi temi. Scuola, famiglia, ma anche strutture sanitarie pubbliche, dovrebbero offrirsi come interlocutori privilegiati nei confronti del mondo giovanile-adolescenziale.

E’necessario un approccio globale e integrato, ovvero capace di tenere conto di tutte le componenti della persona (quella corporea, quella psichica, quella valoriale-emozionale) e del contributo non solo medico ma anche psicologico ed educativo. Questo presuppone un grande sforzo da parte di tutti, strutture pubbliche comprese, chiamando a raccolta le energie migliori disponibili per un “progetto” umanistico e psicologico che rimetta al centro dell’attenzione il mondo giovanile ed adolescenziale.

Le cause delle disfunzioni sessuali. Spesso non esiste una sola causa, ma una concomitanza di fattori che vanno osservati da un punto di vista psicosomatico. In altri termini si valutano sia le cause biologiche sia le cause psicologiche di una disfunzione. Prima di cominciare le varie spiegazioni, anticipiamo che, per capire meglio l’origine di un disturbo, è importante valutare anche il suo (sotto) tipo e cioè: Tipo permanente. In questo caso la disfunzione sessuale è presente già dalle prime esperienze sessuali. Tipo acquisito. Quando un disturbo inizia in un momento successivo, dopo un periodo di funzionamento normale. Tipo generalizzato. Quando una disfunzione si presenta indipendentemente dal tipo di stimolazione, situazione o partner. Tipo situazionale. Quando una disfunzione si presenta solamente con determinate stimolazioni, situazione o partner.

Cause biologiche. Prima di poter parlare di una disfunzione di origine psicologica, bisogna escludere eventuali origini organiche, tramite una serie di esami clinici. Per esempio il disturbo potrebbe essere dato per effetto di un farmaco assunto per svariati motivi che, tra le indicazioni, comporti un calo della libido. Vediamo alcuni effetti che si possono associare alla sessualità.

Le malattie fisiche si riferiscono a malattie che colpiscono il sistema nervoso, malattie vascolari, stati dolorosi (ernie, artriti) o malattie prettamente sessuali, causate per esempio da sindromi geniche, da traumi e/o da incidenti. Effetti delle droghe sulla sessualità. Gran parte delle droghe agiscono, a livello chimico, sui centri cerebrali del sistema nervoso centrale, alterando quindi i centri superiori del controllo sessuale, o inibendoli o stimolandoli. Questi effetti, a lungo andare, possono cronicizzarsi. Tra gli stimolanti sessuali ad azione centrale si citano le sostanze afrodisiache, alcool e barbiturici, allucinogeni e cannabis, anfetamine, cocaina e gli androgeni. A livello periferico attenzione ai farmaci anticolinergici e antiadrenergici.

Effetti dell’età sulla sessualità Anche l’età svolge un ruolo importante soprattutto da un punto di vista quantitativo, a causa di un calo fisico nella capacità riproduttiva. Si sottolinea che il calo non è necessariamente legato al desiderio, pertanto una persona avanti negli anni può manifestare ancora vivo il suo desiderio o impulso (quando comunemente si ritiene che un anziano non debba più avere alcun interesse verso la sessualità) e la sua limitazione è legata da altri fattori fra cui un naturale degrado fisico, malattie neurovegetative dovute dall’età che impegnano una persona su queste problematiche, solitudine, senso di vuoto, ecc… Stati psicofisiologici. In certe circostanze, per esempio per dei gravi stati emozionali (come stress, ansie,…), possono influire sulla sessualità. Ma come agiscono i mutamenti psicologici al mutare dell’umore del soggetto? Quali le implicazioni sulla sessualità? Queste domande sono ancora fonte di ricerche. Quello che è certo è che una situazione psicologica di disagio può causare una serie di disturbi fisici o, come si intende dire, delle somatizzazioni. Per esempio uno stato di depressione è causa di un calo nelle difese immunitarie. Tra le cause psicologiche invece si sottolineano tre aspetti differenti, cioè delle cause che sono originate nell’immediato, cause legate alle relazioni interpersonali e cause legate ad una certo apprendimento ricevuto o vissuto.

Cause psicologiche: a) cause immediate b) legate alle relazioni interpersonali c) legate all’apprendimento. a) Cause immediate delle disfunzioni sessuali. Potremmo chiamare questo aspetto semplicemente con il termine ansia. L’amore necessita innanzi tutto di una certa fiducia fra i partner, ma questo aspetto spesso viene meno, che sia per la paura di un (ennesimo?) rifiuto, o per paura dell’erotismo (vissuto come un tabù, qualcosa di sporco che contamina la purezza dei sentimenti), o più semplicemente per una incapacità (paura) nel relazionarsi con l’altro sesso (come dire avere una bassa autostima).

Fra i fattori che originano da un’ansia sessuale troviamo la paura di un insuccesso, accentuata dal tentativo di concentrarsi sull’erezione. L’ansia da prestazione è una tipica risposta psicologica ad una situazione vissuta in maniera stressante. L’ansia è legata all’impotenza ed alla frigidità causata da una precisa richiesta di prestazione sessuale. Si tenga presente che nell’uomo un’erezione è un riflesso autonomo che non si produce su richiesta; necessita di determinati stimoli e/o situazioni scatenanti (anche di immaginazione).

Talvolta le richieste di prestazioni sessuali creano sensi di colpa, paura o conflitto e si fa di tutto per evitarlo, poiché in queste circostanze non si può avere l’erezione. Per contro, una donna in simili circostanze vive più la sensazione di essere usata e non riuscirà ad adeguarsi sessualmente. Una simile situazione può essere vissuta solamente quando il tutto è orientato al piacere e non alla prestazione. Anche l’eccessivo bisogno di procurare piacere al partner è un sintomo di insicurezza e quindi di disagio. Bisogna capire che serve una maggiore sicurezza e il/la partner va incoraggiato ad esprimere i suoi bisogni sessuali, bisogna accettare i suoi tempi di reazione, a non temere di sentirsi rifiutata/o e, perché no, ad essere un po’ egoisti reciprocamente.

Alcuni uomini usano una forma di difesa percettiva e intellettualizzata molto interessante (per motivi di ansia): controllano le proprie emozioni, ponendosi “al di fuori”, osservandosi e controllandosi. Succede per esempio quando si hanno problemi di eiaculazione ritardata (e si, cari maschietti, questa non è necessariamente una grossa virtù se il prezzo da pagare sono le vostre emozioni). Tale atteggiamento può avere una predisposizione caratteriale con comportamenti apparentemente innocui, ma che di fatto si rivelano distruttivi verso la propria sessualità.

Questi soggetti sviluppano delle caratteristiche di perfezionismo, di mancanza di fiducia verso sé stessi e verso gli altri e una buona dosa di insicurezza. Quando una coppia, al suo interno, avvisa situazioni di ansia, dovrebbe trovare un modo di comunicare le proprie emozioni e/o esperienze sessuali, poiché viceversa, si può rinforzare una modalità sessuale non efficiente lasciando i partner nell’illusione che tutto vada bene, mentre l’attività sessuale risulta inefficace. Vivere male la propria sessualità non è difficile. Immaginiamoci una situazione (per nulla così rara) in cui una donna, quando ha il suo primo rapporto con un uomo che si propone come futuro compagno, abbia un rapporto sessuale sì piacevole per l’uomo, ma che lei non ha vissuto con piacere.

Questa donna, per non ferire l’orgoglio dell’uomo o per non fargli torto (o per paura di non essere capita, ecc…), lascia credere che sia stato piacevole e quindi per l’uomo la situazione è ideale. Se questo rapporto si consolida, quando pensate che la donna manifesterà le sue insoddisfazioni al proprio compagno? Probabilmente mai più; o lo faceva già la prima volta o deve dire all’uomo di avere finto, di averlo ingannato. Ecco creata dal nulla una situazione che non potrà che peggiorare nel tempo e che ha ottime possibilità di sfociare in una disfunzione sessuale (per la donna).

Il silenzio in questi casi è uno strumento diffuso poiché si pensa comunemente che non bisogna mai intaccare la virilità maschile. b) I rapporti interpersonali. Seguendo un’ottica definita sistemico-relazionale, si considera la coppia come un insieme, in cui si osservano le relazioni fra persone e meno l’analisi del singolo. Da questo punto di vista esistono, fra le cause principali che possono portare a delle disfunzioni sessuali, i seguenti motivi: Rifiuto di contatto fra i partner, inteso come situazione di evidente disinteresse e/o incompatibilità che i partner non vogliono ammettere. Discordie coniugali cause ed effetti, inteso come situazione in cui ci si chiede perché i partner distruggono la loro sessualità. Potrà suonare strano, ma l’attacco “terroristico” di uno dei due o di entrambi i partner, in situazioni di profonda incomprensione, non è poi così infrequente. Tra queste cause segnaliamo:

– le traslazioni, ovvero situazioni formate da vecchie relazioni familiari o problemi in ambito matrimoniale dovute da proiezioni di figure genitoriali cui sono rimasti vincolati; – mancanza di fiducia, per cui si sviluppano dinamiche che portano ansia, frustrazioni e incomunicabilità; – le lotte di potere, date dal bisogno di controllare l’altra persona e, nel contempo, di non farsi dominare. Anche questi aspetti rimandano ai vissuti infantili/adolescenziali della coppia; – le delusioni contrattuali, dovute dal fatto che nella relazione ognuno porta delle aspettative e, tacitamente, si instaura un accordo, un contratto.

Questi contratti, in un’ottica sistemico-relazionale andrebbero rivisti, ridiscussi; si usa dire che una coppia “si sposa più volte” nell’arco della sua esistenza. Per esempio è evidente che le relazioni e le dinamiche di una coppia a due sono differenti rispetto a relazioni a tre o più individui, per esempio nei casi in cui sopraggiungano dei figli, inoltre si sottovaluta il fatto che, nel tempo, le esigenze si modificano; questo stato di cose andrebbe appunto rivisto, ridiscusso, anche se tali situazioni sono più facile a dirle che a metterle in atto! Di fatto è raro trovare una coppia che abbia una alta capacità di comprensione e di comunicazione. – il sabotaggio sessuale, che può seguire diverse modalità:

1) creare pressione e tensione al partner prima del rapporto; 2) non rendersi disponibile quando l’altro cerca un contatto e viceversa cercarlo quando si sa che non sarà apprezzato; 3) rendersi sgradevoli, poco attraenti; 4) frustrare i desideri sessuali del partner, agire cioè con modalità opposte alla seduzione; 5) rendersi incapaci a comunicare.

La disfunzione erettile (impotenza maschile) è l’incapacità di ottenere o mantenere un’erezione sufficiente a condurre un rapporto sessuale soddisfacente. Avere problemi di erezione di tanto in tanto non è necessariamente un motivo di preoccupazione, se invece la disfunzione erettile è un problema continuo può causare stress, problemi relazionali od influenzare la propria autostima. Anche se può risultare scomodo parlare con il proprio medico di disfunzione erettile, è importante una valutazione. Problemi nell’ottenere o mantenere un’erezione possono essere il segno di una condizione di salute che richiede un trattamento come una patologia cardiaca o un diabete scarsamente controllato. Trattare il problema sottostante può essere sufficiente per risolvere i problemi di impotenza, in caso contrario esistono farmaci e trattamenti specifici. L’eccitazione sessuale maschile è un processo complesso che coinvolge il cervello, diversi ormoni, emozioni, nervi, muscoli e vasi sanguigni. La disfunzione erettile può derivare da un problema relativo ad uno qualsiasi di questi fattori, allo stesso modo lo stress e problemi di salute mentale possono causare o peggiorare il quadro complessivo. A volte invece è una combinazione di problemi psicologici e fisici, per esempio un piccolo problema fisico che rallenta la risposta sessuale può causare ansia nel mantenere l’erezione.

L’alimentazione sbagliata è forse proprio la causa principale della vostra disfunzione erettile, analizziamo subito alcuni punti chiave per migliorare le vostre abitudini alimentari e, di conseguenza, la vostra vita sessuale. • Mangiate con regolarità, cominciando con una colazione sostanziosa e finendo con un bel pasto alla sera. Seguire un’alimentazione regolare è il primo passo per sconfiggere l’impotenza maschile. • La vostra dieta deve essere composta solo da alimenti sani e genuini, come frutta, verdura, alimenti ricchi di fibre e a basso contenuto di grassi e colesterolo. Seguendo un piano alimentare ben bilanciato favorirete il flusso sanguigno del vostro corpo, migliorandolo anche nella zona del vostro pene. • Limitate il consumo di alcolici! Preferite piuttosto bere molta acqua, almeno 2 litri al giorno. Ciò vi darà numerosi vantaggi, soprattutto se volete rendere efficaci al massimo le vostre cure contro l’impotenza maschile. • Evitate di mangiare troppi dolci o comunque alimenti saturi di zucchero; la straordinaria golosità dei dolci è pari al danno che fate al vostro corpo nella lotta contro l’impotenza maschile! Se l’alimentazione gioca un ruolo da protagonista per quanto riguarda la disfunzione erettile, l’attività e la vostra predisposizione fisica non è da meno. Una persona pigra e sedentaria avrà sicuramente maggiori probabilità di soffrire di impotenza maschile rispetto ad un uomo allenato e dal corpo atletico. Per questo approfittate della possibilità di fare una passeggiata con il cane o un giro in bicicletta, la domenica pomeriggio; cogliete l’occasione di fare un po’ di movimento prendendo le scale, al posto dell’ascensore! Potete trovare migliaia di opportunità di fare moto fisico ogni giorno, nella vostra quotidianità; per di più è gratis… Se il vostro è un caso cronico e non volete più vivere assieme all’impotenza maschile potete provare queste cure mirate, che riusciranno a risolvere il vostro problema di disfunzione erettile e far salire finalmente… la vostra autostima! La prima cosa che il medico farà è assicurarsi che stai seguendo il giusto trattamento per ogni problema di salute che possa causare o peggiorare l’impotenza. Esistono una varietà di opzioni per trattare la disfunzione erettile, la causa e la severità della condizione e il sottostante problema di salute sono fattori importanti per il medico che prescriverà il migliore trattamento per ciascun caso. Il medico può spiegare i rischi e i benefici di ciascun farmaco e considererà le tue preferenze. Anche le preferenze del tuo partner possono giocare un ruolo nella scelta.

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